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Il valore del silenzio
nella Bagheria di ieri

domenica 13 novembre 2016, 14:44   L'Opinione  

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russo-antonino-nuovadi Antonino Russo

Le persone di una certa età che si sono trovate a vivere nella Bagheria degli anni cinquanta hanno avuto modo di apprezzare la bellezza del silenzio. Pensate: niente rumore di automobili, niente apparecchi televisivi accesi a tutto volume,niente telefonini. Per vivere qualche giorno immersi nel rumore bisognava attendere la festa di San Giuseppe. Ricordo la Piazza IV novembre quasi sempre immersa nel silenzio.
C’era già accanto al pilastro il chiosco di don Carmelo, ma gli avventori erano silenziosi. In certe ore del giorno la piazza era completamente deserta. Un giorno ho avvertito un gran vociare venire da quella piazza e,abitando a pochi passi dalla stessa, sono sceso da casa per vedere cosa stesse succedendo. Era arrivato il cantastorie Ciccio Busacca. Il vocio intenso era quello dei ragazzi che gli stavano intorno.
In alcune ore del giorno il silenzio regnava sovrano. In quei momenti spesso si poteva osservare il poeta Giacomo Giardina, seduto su uno scalino in fondo alla piazza,intento a scrivere su foglietti sgualciti. Un altro luogo silenzioso che Giardina amava era il muretto di Piazza Indipendenza.
Qualcuno potrebbe osservare che per stare in silenzio ci si poteva chiudere in casa.
Negli anni cinquanta, però, noi consideravamo una strada o una piazza l’anticamera della casa. Le strade e le piazze le sentivamo anche nostre e cercavamo di abitarle per il tempo che ci era consentito dalle nostre occupazioni. Le persone anziane che trascorrevano molte ore sedute sui sedili della piazza Madrice sapevano apprezzare il silenzio e conversavano a bassa voce. Quando la sera noi giovani,dopo aver passeggiato lungo il Corso Umberto I°,ci sedevamo ai piedi del monumento ai caduti (che allora era stato trasferito davanti alla scuola Cirincione,dal tondo Palagonia dove si trovava), si conversava,ma si stava anche parecchi minuti in silenzio. Oggi questo sembra inconcepibile perché si è persa la capacità di apprezzare il valore del silenzio,quella capacità che permette di trovarci nella migliore condizione per meditare.
Oggi abbiamo tutti l’esigenza di urlare,forse perché abbiamo timore di rimanere soli con noi stessi. Eppure qualcuno avrà provato la strana sensazione di sentirsi solo pur trovandosi tra tantissime persone vocianti. Forse l’uomo moderno non è più capace di apprezzare il valore del silenzio.

 

 
 
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