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Anche un pentito vicino alla cosca mafiosa di Bagheria accusa Ferrandelli

martedì 24 gennaio 2017, 09:39   Cronaca  

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ferrandelli-fabrizioAnche un pentito vicino alla famiglia mafiosa di Bagheria accusa il candidato a sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli di avere avuto chiesto voti alla mafia.
Si tratta di Vincenzo Gennaro, di Altavilla Milicia. La notizia èè stata diffusa dal sito livesicilia a firma di Riccardo Lo Verso.
Nell’articolo si sottolinea che “Gennaro tira in ballo il politico per una vicenda del 2013. Ferrandelli, allora deputato regionale, si sarebbe messo a disposizione del sindaco Antonino Parisi per sistemare una pratica amministrativa, forse una concessione edilizia.
La dichiarazioni del collaboratore bagherese sono precedenti a quelle di Tantillo che risalgono, invece, al novembre scorso. I magistrati di Palermo stavano ancora verificando la vicenda amministrativa, quando hanno raccolto le parole di Tantillo. Secondo il pentito del Borgo, Ferrandelli avrebbe pagato quattromila euro per un centinaio di voti alle elezioni comunali del maggio 2012 e tremila per le successive regionali di ottobre.
I due pentiti racconto episodi diversi. Il Tantillo non riscontra il primo collaboratore, il cui racconto, però, potrebbe servire ai pm per analizzare la sua attività politica sul territorio. L’unico elemento che lega i due protagonisti è la vicinanza fra i clan di Bagheria e Porta Nuova, il mandamento mafioso palermitano che ingloba anche la famiglia del Borgo Vecchio. Ferrandelli, così racconta Gennaro, si sarebbe messo a disposizione di Parisi, ex sindaco di Altavilla Milicia, comune sciolto nel 2014 per infiltrazioni mafiose. Uno scioglimento deciso dall’allora governo Letta, annullato dal Tar e poi ristabilito dal Consiglio di Stato. Ferrandelli avrebbe detto di conoscere l’ex primo cittadino, ma ha escluso di avere avuto contatti con lui, visto che si trattava di un esponente politico vicino al centrodestra e non al suo schieramento.”
Ferrandelli è stato sentito ieri in Tribunale dicendo di non avere mai conosciuto personalmente i Tantillo – il pentito Giuseppe e il fratello Mimmo – che secondo i carabinieri proprio a partire dal 2012 sarebbero diventati i ras del Borgo Vecchio.
Per lui era soltanto “il fruttivendolo” del Borgo Vecchio. Non ha escluso di averlo incontrare – mai da soli, però – in uno dei tanti appuntamenti elettorali. Anzi, ne ha ricordato uno in particolare, organizzato dal Partito democratico in un bar per consentire al candidato di confrontarsi con i commercianti della zona.

 

 
 
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