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Chiude la “Calìcar” di Gianluca Calì, l’imprenditore che ha detto “no” alla mafia

giovedì 19 gennaio 2017, 18:09   Attualità  

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cali-vendesidi Martino Grasso

Chiude la Calicar la concessionaria d’automobili dell’imprenditore casteldaccese Gianluca Calì.
Proprio oggi l’imprenditore ha postato alcune foto con le quali comunica di avere messo in vendita la struttura che sorge alle porte di Altavilla Milicia. Gli ultimi due dipendenti sono stati licenziati lo scorso 31 dicembre.
Calì è balzato alla cronaca per essersi rifiutato alla mafia non cedendo alle richieste estorsive e non ha voluto pagare mai il pizzo. Nella notte fra il 3 e 4 aprile del 2011, cinque automobili della concessionaria di Casteldaccia vennero date alle fiamme.
Si trasferì ad Altavilla Milicia, ma la sua attività ha avuto via via dei cali, non soltanto legati alla crisi del settore. E’ passato da 24 dipendenti a 2 che ha licenziato qualche giorno fa e con un fatturato che ha subito dei crolli verticali.
caliNel frattempo alcuni estortori sono stati arrestati, anche grazie al suo contributo.
Calì mestamente commenta la decisione di chiudere l’attività: “non abbiamo più la forza economica per andare avanti e siamo costretti a chiudere.Le banche non ci danno più credito.”
Calì ha avuto la solidarietà di tante persone, fra cui il presidente del senato Piero Grasso. Anche la trasmissione televisiva “Striscia la notizia” se ne è spesso occupata. Lo stesso Francesco Totti lo ha voluto conoscere per esprimere la sua vicinanza.
La sua storia è stata raccontata in tanti luoghi e in tante maniere.
Lo stesso Calì è andato in giro per le scuole a dire che bisogna opporsi alla mafia denunciando ogni piccolo episodio.
Ha anche scritto un libro dal titolo eloquente “io non pago”.
Oggi però scrive una pagina amara della sua storia. La sua impresa è costretta ad abbassare la saracinesca. Le banche gli hanno voltato le spalle e anche gli aiuti che sperava di ottenere dallo Stato non sono mai arrivati.
“La mafia -dice- non si sconfigge con la rabbia e l’indignazione, ma con fatti concreti. Il mio estortore è in carcere ma la sua attività è florida.La mia no.”
La chiusura della Calicar può essere considerato in parte anche il fallimento dello Stato e forse un po’anche di tutti noi.

 

 
 
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