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Nuovo provvedimento. Non torneranno in libertà i 14 condannati nel processo Reset

martedì 14 febbraio 2017, 11:46   Cronaca  

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operazione-dda-1Definitivamente scongiurato il rischio di scarcerazione dei 14 presunti appartenenti alla famiglia mafiosa di Bagheria per decorrenza dei termini, nell’ambito del processo Reset.
La seconda sezione della corte d’assise d’appello in un’udienza camerale, in presenza solo degli avvocati, ha congelato la custodia cautelare in attesa della sentenza di secondo grado. Il processo potrà celebrarsi a partire dal 22 maggio.
D alcuni settimane era circolata la voce secondo la quale i 14 rischiavano di uscire dal carcere per decorrenza dei termini, perché non era stati rispettati i termini.
Ma ieri il presidente del tribunale Salvatore Vitale ha annullato il riesame che prevedeva la scarcerazione.
Secondo la Procura il congelamento del provvedimento è possibile in casi di particolare complessità del processo, senza dare dieci giorni liberi per fissare l’udienza sulla custodia cautelare.
Sull’argomento era intervenuto anche il ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando che aveva preannunciato un’ispezione.
Il provvedimento coinvolgeva Francesco Terranova (6 anni e 8 mesi), Giovan battista Rizzo (8 anni), Giovanni Di Salvo (7 anni e 2 mesi), Francesco Pretesti, Giovanni La Rosa e Andrea Lombardo (6 anni e 10 mesi a testa), Giovanni Salvatore Romano (6 anni e 4 mesi), Francesco Raspanti (6 anni), Carlo Guttadauro (5 anni e 4 mesi), Vincenzo Maccarrone (4 anni e 8 mesi), Fabio Messicati Vitale, Salvatore Buglisi e Bartolomeo Militello (3 anni e 6 mesi), Carmelo Nasta (3 anni).
Il termine era stato prolungato per Michele Modica e Emanuele Cecala (condannati all’ergastolo e a 30 anni), Giuseppe Di Fiore, (10 anni e 8 mesi), Atanasio Ugo Leonforte, Giovanni Pietro Flamia, Nicolò Lipari, Giorgio Provenzano e Pietro Lo Coco (10 anni e 6 mesi a testa) e Paolo Salvatore Ribaudo (10 anni).

 

 
 
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