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Cervelli e rifiuti
in fuga da Bagheria

martedì 21 febbraio 2017, 22:29   L'Opinione  

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cervellidi Movimento senza Potere

Dopo la fuga dei cervelli, a Bagheria aumenta in modo esponenziale quella dei rifiuti.
La decisione da parte del comune di Santa Flavia di eliminare dalle strade i cassonetti ha creato la prima eco-crisi per il popolo bagherese e la necessità di ripianificare la mappatura dei paradisi eco-impuniti per gli extraterritoriali. La seconda eco-crisi prende il via con il recente annuncio, da parte dell’amministrazione comunale, di procedere a suon di multe per gli indifferentemente indifferenziati.
Il risultato scaturito è alquanto paradossale e a tratti amaramente divertente. Basta trovarsi intorno alle 6 del mattino nei pressi dello svincolo di via Oreto, a Palermo, per assistere all’eco-everyday. Tra le primi luci del giorno abbagliano puntuali le quattro frecce di veicoli diligentemente incolonnati a ridosso dei cassonetti palermitani, svelto e discreto il movimento del conducente forestiero che con una piroetta molto aggraziata apre il cofano della propria auto per donare alla Capitale della cultura 2018 i propri rifiuti. Neanche il tempo di un saluto che si è già andati via per raggiungere il proprio posto di lavoro.
Ma Palermo è solo una delle tante eco-mete, perché in ogni comune dove sosta ancora un cassonetto lì passerà un bagherese.
Possiamo pure riderci sopra perché gli elementi ci stanno tutti, ma noi vogliamo piuttosto soffermarci su aspetti sintomatici di un malessere generalizzato a cui la nostra amministrazione non riesce a trovare terapia se non quella di dichiarare pomposamente lo stato di polizia. Questa logica è la stessa di quando un genitore punisce il proprio figlio perché ha mangiato troppe caramelle. La prossima volta nostro figlio le caramelle le mangerà di nascosto. Forse spiegare al bambino perché mangiare troppe caramelle fa male possibilmente farà sì che la regola diventi una buona prassi per il benessere di se stessi.
L’aspetto sanzionatorio deve esserci ma non può certo essere la soluzione al problema. Su questo punto è bene fare un breve approfondimento normativo e giurisprudenziale e chiarire subito che per quanto eticamente corretta una sanzione per un rifiuto non correttamente conferito, questa è forte e legittima se il trasgressore è identificato senza margini di errore perché la responsabilità è personale e non oggettiva.
Altro aspetto importante sono le trasparenze del contenitore che raccoglie i nostri rifiuti. Il provvedimento generale del Garante per i diritti sulla privacy del 14.07.2005, ripreso nella relazione annuale del 23.06.2015 a Roma, parla chiaro e non vi può essere amministrazione che possa imporre l’utilizzo di sacchetti trasparenti. (Va evidenziato che subito dopo un nostro comunicato del 16 febbraio il comune di Bagheria sia passato da “non usare sacchetti neri” a “usare sacchetto possibilmente trasparente”.)
Ed ancora va detto chiaramente che non tutti possono controllare i nostri rifiuti. La verifica di conformità dei nostri rifiuti può essere effettuato solo da organi di controllo competenti e non certo da “volontari”. Chiunque rovisti tra i nostri rifiuti, che non ne abbia competenza, è perseguibile penalmente.
Abbiamo voluto fare questi passaggi perché il più delle volte non è facendo la voce grossa o incutendo paura che si possono raggiungere i risultati desiderati.
Avere avviato la differenziata, perché obbligo di legge, richiede un impegno tecnico-professionale, informativo e formativo non indifferente. Purtroppo a Bagheria c’è stato solo una campagna informativa ma è mancato tutto il resto. Quello che non si capisce è perché la nostra amministrazione non abbia ripreso modelli di raccolta differenziata avviata in altri comuni e che hanno già registrato successi importanti e significativi. Ed infine riteniamo che elemento fondamentale per la migliore riuscita della differenziata sia la formazione.
Certo tutto diventa più difficile se puntualmente il cittadino deve annotare: video di differenziata che diventa indifferenziata, casotti della plastica che dal dare punti spesa diventano presto discariche a cielo aperto, minacce di sanzioni quando il servizio in molte strade non passa anche per tre giorni consecutivi, ecc.
La differenziata non può essere un obbligo ma uno stile di vita. La differenziata non deve essere un’imposizione ma una piacevole conquista. La differenziata non può essere una sanzione ma la consapevolezza che amare il proprio territorio significa amare se stessi.
I presupposti con cui l’amministrazione comunale aveva dato il via alla differenziata erano quelli giusti, ripartiamo da quelli ma rivedendo tutto il resto.

 

 
 
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