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Santa Flavia. Il M5S si spacca sul candidato che doveva essere Agnellino

mercoledì 8 febbraio 2017, 09:21   Attualità  

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agnellinoViene votato dall’assemblea del movimento 5 stelle come candidato a sindaco di Santa Flavia, ma una parte del gruppo non gradisce. E così Fabrizio Agnellino, votato dall’assemblea, affida ad una lettera aperta il suo disappunto.

“Miei cari concittadini, sono Fabrizio Agnellino, colui che avrebbe dovuto essere il candidato sindaco a cinque stelle del nostro meraviglioso paese Santa Flavia. Sono stato votato a maggioranza da un’assemblea di attivisti e simpatizzanti che hanno espresso un voto democratico sulla base di regole e metodi condivisi da tutti. Nonostante la sera delle votazioni il sottoscritto voleva posticipare il voto di una settimana per consentire all’assemblea di votare con maggiore consapevolezza e riflessione, l’assemblea stessa ha deciso di votare quella sera stessa. Tutti i partecipanti diedero la loro parola circa il fatto che chiunque fosse stato scelto come candidato a sindaco fra i “disponibili”, tutto il gruppo, compatto, avrebbe seguito e sostenuto il nome scelto. La scelta è caduta sul sottoscritto che subito dopo la votazione ha ricevuto l’applauso e i complimenti di tutta l’assemblea. Pensando di metterci subito al lavoro per scrivere il programma condiviso e presentare la lista di attivisti da presentare alla cittadinanza, l’indomani arriva, inaspettato quanto scioccante, il dietro front di una parte dell’assemblea di attivisti che, rinnegando il voto democratico espresso, le regole condivise approvate da tutti e la parola data, negava l’appoggio al loro candidato scelto democraticamente affermando che il sottoscritto non fosse all’altezza di tale compito e che le regole della votazione non dovevano essere verbali ma scritte (nonostante i primi loro abbiano propenso per le prime). Pensiero rispettabilissimo ma alcune domande a questo punto sorgono spontanee:

  1. Queste perplessità non potevano essere espresse prima delle votazioni? Da quasi quattro anni lavoriamo insieme sul territorio per migliorarlo, perché quindi non parlare prima?
  2. Da candidato non andavo da solo verso le elezioni; loro sarebbero stati sempre partecipi e al mio fianco correggendo tutti gli eventuali errori e sfiduciandomi nel qual caso avessi preso decisioni non scritte nel programma condiviso.
  3. Mi hanno detto che potevo provare a fare una lista e che se non ci fossi riuscito ci avrebbero provato loro. Ma hanno capito questi signori che non siamo due movimenti diversi o avversari ma siamo tutti attivisti di un unico movimento chiamato movimento cinque stelle?

Il venir meno l’appoggio di questa parte dell’assemblea a fatto venir meno anche la possibilità di presentare la lista dei candidati a Santa Flavia e quindi richiedere il simbolo. Ad oggi sappiamo (speriamo di sbagliarci) che gli attivisti che hanno rinnegato la votazione democratica espressa stanno formando una lista con il candidato uscito sconfitto dalla votazione dell’assemblea e chiederanno il simbolo del movimento.

Anche in questo caso una domanda sorge spontanea a noi attivisti e simpatizzanti che abbiamo espresso una scelta attraverso un voto legittimato da una scelta democratica espressa in un’assemblea:

  • con quale legittimazione questi attivisti presenteranno alla cittadinanza un candidato non votato a maggioranza da un assemblea di attivisti e simpatizzanti?
  • Con quale legittimazione democratica chiederanno il simbolo ai vertici del movimento?

Ai posteri l’ardua e larghissima sentenza. A riveder le stelle.”

 
 
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