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Bagheria. Luci e ombre per lo sviluppo della città nel convegno organizzato alla chiesa Madre

venerdì 10 marzo 2017, 15:27   Attualità  

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incontro-madricedi Federica Colletta

Anche quest’anno si è svolta alla chiesa madre tavola rotonda dal titolo “Opportunità di sviluppo per il Territorio”. La manifestazione è inserita nell’ambito dei festeggiamenti di San Giuseppe e promossa dalla Parrocchia della Chiesa Madre di Bagheria. Ad organizzala è stata l’Associazione “La Città Che Vorrei” presieduta da Eugenio Di Liberto.Molti gli interventi che si sono alternati. Intervenuti l’onorevole Luisa Lantieri Assessore agli Enti Locali della Regione Sicilia, Maurizio Graffeo Presidente della Corte dei Conti, Giuseppe Bonanno Amministratore Unico Attività Produttive.
Per  Italo Fragale presidente Confcommercio: “avrei voluto raccontare un anno diverso rispetto a quello vissuto dal precedente dibattito fino ad oggi. Credo particolarmente nei giovani, e mi sento di elevare un grido di aiuto alle istituzioni e alla politica bagherese. Qualcosa si deve fare. Alcuni non sono venuti perché credono che questo dibattito sia solo chiacchiere e basta. Ma preferisco le chiacchiere alle non chiacchiere. Molti non sanno nulla di ciò che significa “fare impresa”. Chiedo alle istituzioni di avere maggiore riguardo alle piccole imprese, che stanno soffrendo parecchio.”
Maurizio Lo Galbo consigliere comunale e presidente di Anci Sicilia giovani ha aggiunto che “l’importante è creare un dialogo tra i relatori e gli studenti. È necessario passare alla seconda fase, ovvero le domande ai relatori, che siano anche critiche. Oggi è una giornata diversa, concreta. Sono state date delle indicazioni precise su prospettive concrete per voi studenti. Approfittate di queste occasioni.”

Interessante l’intervento di una giovane studente universitaria, Maria Roberta Impellizzeri: “È importante la parola Giovani. Sembra banale ma non lo è perché è strettamente legata non al futuro ma al “presente”. Il giovane è colui che ha coraggio di affrontare il presente. Dobbiamo dimostrare un atteggiamento positivo e ascoltare chi ci dà le basi per costruire qualcosa di concreto. Si comincia dai piccoli passi, soprattutto dall’informazione. Spesso ci lamentiamo e non sappiamo come procedere. E invece dobbiamo affrontare le cose. Dobbiamo dare importante al diritto e al dovere a tutto ciò che la società ci chiede, all’offerta formativa proposta. Tutti i progetti formativi sono indirizzati alle nostre esigenze, coerenti con ciò che ci circonda. L’impegno deve essere costante. Martin Lutero diceva che noi non siamo responsabili della società che ci circonda, ma diventiamo responsabili quando non facciamo nulla per cambiarla.”

Per conto dell’amministrazione è intervenuto il vicesindaco e assessore all’igiene urbana Fabio Atanasio che ha sottolineato che il sindaco Patrizio Cinque era a Berlino per impegni istituzionali.“L’invito è quello di informarsi e di sperimentare, di provarci -ha detto Atanasio-, di non aspettare che venga calato tutto dall’alto. Datevi anche la possibilità di fallire, ma fate della vostra vita qualcosa di meraviglioso. Alternanza scuola lavoro vi dà l’opportunità di testare il terreno, scegliete ciò che più vi soddisfa. Riguardo la possibilità di avere dei finanziamenti, e gli enti locali che non approfittano. Purtroppo devo dire che non è così semplice. Noi partecipiamo a seguito del bando, ma poi i finanziamenti tardano e si deve provvedere da se.”

Maria Saeli del gruppo “I coraggiosi” ha sottolineato che “è stato un ottimo spunto di riflessione. Ho appuntato delle parole tra le quali fiducia. È stato detto che la politica deve dare fiducia ai giovani. Io la penso al contrario perché la politica significa “arte di saper governare” la polis, quindi la città. Questo si è un po’ perso ultimamente. I giovani meritano fiducia. I giovani si devono avvicinare alla politica, sapendo di cosa si parla. Bisogna parlare più di educazione civica nelle scuole perché se ne fa troppo poco.”

Lo studente Marco D’Alessandro ha infine detto ”noi giovani è come se siamo soli, in minoranza, non mi sento in una collettività. Magari l’opportunità c’è però il messaggio non viene recepito.”

 
 
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