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Bagheria. Pasquale Di Salvo depone al processo Panta Rei. “Il nuovo sindaco è inavvicinabile”

domenica 12 marzo 2017, 10:23   Cronaca  

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bagheria-nuova-e-di-salvoL’ultimo pentito di mafia appartenente alla famiglia di Bagheria, Pasquale Di Salvo, ha deposto per la prima volta ad un processo.

Si tratta del processo “Panta Rei” dove venne arrestato nel dicembre dello scorso anno e che si sta celebrando a Milano. Di Salvo ha confermato quello che aveva reso a verbale subito dopo la sua collaborazione. Ha parlato di appalti ma anche dei rapporti con il Comune.
“Il sindaco grillino di Bagheria era inavvicinabile, per questa ragione la famiglia mafiosa aveva deciso di non occuparsi più di appalti al Comune”.
Di Salvo racconta di aver fatto parte della famiglia mafiosa di Bagheria, parla degli affari conclusi col Comune nel settore dei rifiuti. “Ma negli anni scorsi -aggiunge- con l’arrivo di Patrizio Cinque la situazione era cambiata, perché era davvero inavvicinabile. Io avevo da riscuotere un credito lecito nei confronti del Comune, neanche quello fu possibile recuperare”.
Di Salvo parla anche di estorsioni. Spiega che i supermercati Conad di Bagheria, ma anche quelli di Palermo, sono «messi a posto» con i clan, ovvero pagano il pizzo. In tempi di crisi per l’organizzazione mafiosa, sempre alla ricerca di liquidità per sostenere le famiglie dei detenuti, il clan di Bagheria aveva intensificato l’imposizione dei ricatti. Un gran lavoro per il clan: “eravamo rimasti in tre al vertice», aggiunge Di Salvo. «Io, Nicola Testa e Carmelo D’Amico». I blitz dei carabinieri del comando provinciale avevano falcidiato le fila dell’organizzazione.
Di Salvo è finito in manette nell’ambito dell’ultima operazione disposta dalla direzione distrettuale antimafia, nel dicembre del 2015. Assieme a lui, 37 presunti mafiosi di Palermo centro e Bagheria.
Adesso, nell’aula bunker dell’Ucciardone è in corso il rito abbreviato per molti degli indagati, davanti al giudice Nicola Aiello.

 
 
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