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Bagheria. Processo per estorsione. Cinque condanne e undici assoluzioni. Tutti i nomi

lunedì 3 aprile 2017, 22:28   Cronaca  

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tribunale-palermoCinque condanne e 11 assoluzioni per non avere commesso il fatto.
Si è concluso nel primo pomeriggio uno dei processi a carico di presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria.
36 commercianti dell’area di Bagheria avevano denunciato di avere pagato il pizzo.
Ma degli oltre 150 anni di carcere chiesti dalla Procura di Palermo, ne sono stati inflitti dal gup Gigi Omar Modica solo  35.  Dei 16 imputati (22 erano stati gli arrestati, alcuni hanno scelto l’ordinario) ne sono stati condannati cinque. Undici gli assolti dai vari capi di imputazione per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. In più, il giudice applicando il secondo comma dell’articolo 541 del codice di procedura penale, ha condannato le parti civili (tra le quali alcuni imprenditori che avevano denunciato, le associazioni antiracket e il Comune di Ficarazzi) a pagare le spese processuali sostenute da uno degli imputati assolti: Giovanni Mezzatesta, assistito dall’avvocato Salvatore Priola. Proprio Priola aveva sollevato la questione in quanto la custodia cautelare in carcere era stata annullata dal Riesame e dalla Cassazione per l’assenza di indizi.
Sono stati condannati: Francesco Centineo e Silvestro Girgenti a 6 anni e 8 mesi; Giacinto Di Salvo a 9 anni; Francesco Mineo a 7 anni e 1 mese; Pietro Liga a 6 anni e 8 mesi.
Assolti gli altri imputati: Salvatore Lauricella (assistito dall’avvocato Giovanni Castronovo), Umberto Guagliardo, Onofrio Morreale, Giacinto Tutino (assistito anche lui da Salvatore Priola), Andrea Carbone, Nicola Eucaliptus, Giuseppe Scaduto, Giovanni Trapani, Gioacchino Mineo, Francesco Lombardo.
Nel processo si sono costituiti parte civile i Comuni di Bagheria, Altavilla Milicia, Ficarazzi, Santa Flavia, il centro studi Pio La Torre, Confindustria di Palermo, Addiopizzo, Confcommercio e Confesercenti, assistiti – tra gli altri – da Francesco Cutraro e Ettore Barcellona. I Comuni hanno avuto 16 mila euro ciascuno di risarcimento, due imprenditori hanno avuto 49 mila e 15 mila euro, da tremila a mille euro per le altre parti civili.

 

 
 
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