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Evitiamo la chiusura dell’Unicredit

sabato 8 aprile 2017, 18:43   L'Opinione  

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nino-parisidi Nino Parisi

L’Unicredit, una delle banche più potenti d’Italia, che nelle sue difficoltà è stata sempre e benevolmente assistita dallo Stato con i soldi delle tasse di noi contribuenti, il prossimo 22 di Maggio ha deciso di chiudere lo sportello dell’Agenzia di Altavilla Milicia ribaltando, così, su Casteldaccia il servizio finora svolto molto dignitosamente nel nostro paese.
Un fatto di una gravità Inaudita.
Ritengo che non dobbiamo rimanere supini di fronte ad un tale abuso perpetrato in danno ad un’intera comunità. Una comunità di oltre 8000 residenti che da sempre, e sotto le tante sigle che detta banca ha cambiato in questi ultimi decenni, è rimasta comunque  fedele alla nostra storica agenzia di risparmio locale.
Sono certo che un’azione congiunta dei cittadini con l’amministrazione locale potrebbe cambiare le sorti di questa scelta scellerata. E per questo, e solo per questo motivo, che invito le autorità locali tutte, le associazioni locali, la scuola , gli enti di culto e gli amministratori dei social più seguiti (come ad esempio  Altavilla nel cuore per il suo ruolo di informazione e di impegno sociale) a coordinare un azione congiunta fra tutte le parti, coinvolgendo la stampa e i media, al fine di sottoscrivere URGENTEMENTE un documento firmato da tutta la cittadinanza e dalle autorità locali. La tempistica è molto importante. Questo al fine di scongiurare questa tristissima eventualità. Cerchiamo, pertanto, di essere per una volta tutti uniti al fine di stimolare e sensibilizzare i vertici dell’Istituto bancario, il ministero delle finanze, sua eccellenza il sig. Prefetto e il presidente della regione a venire incontro alle nostre esigenze in modo tale da evitare tutti  quei dissapori ed il senso di abbandono e di impotenza che ormai sono ben visibili fra i nostri concittadini. Perché non lo faccio io? Per il semplice fatto che potrebbe essere interpretato come un gesto promozionale del quale,francamente, non sento alcun bisogno. L’unica cosa che ho sempre desiderato è solo ed esclusivamente il bene comune, il bene della collettività. È evidente che la decisione dei vertici dell’Unicredit genererebbe solo tanta confusione, notevoli disagi ai cittadini nonché ripercussioni sull’economia locale e sulla serenità di tantissime persone, soprattutto gli anziani. Spero solo che questo accorato appello, al di là dei colori e delle distanze, venga recepito dalle autorità competenti che ho menzionato in precedenza. È un dovere almeno provarci. Ciò nell’interesse esclusivo di un’intera collettività.

 

 

 
 
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