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Sulla decadenza
dei sindaci

lunedì 1 maggio 2017, 09:05   L'Opinione  

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benfantedi Nicolò Benfante

E’ appena trascorsa una settimana dall’evento organizzato presso palazzo Cutò, dall’intergruppo –Bagheria 2.0 – dal titolo “Come vengono gestiti i soldi dei cittadini bagheresi?”, per avere già una risposta alla domanda sul perché comuni limitrofi che non hanno approvato il bilancio, a seguito della Legge Regionale 6 art. 2, è stato disposto con effetto retroattivo ed immediato la decadenza del sindaco oltre che del Consiglio, mentre per Bagheria tutto tace e nulla di fatto avviene.
Andiamo per ordine.
La prima sezione del Tar Palermo ha accolto il ricorso presentato dal Sindaco del comune di San Piero Patti, avverso la presidenza della Regione Siciliana, per quella norma ritenuta incostituzionale, (la mancata approvazione del bilancio dispone la decadenza del sindaco e del consiglio) che viola i canoni di ragionevolezza, proporzionalità, certezza del diritto, economicità dell’azione amministrativa. La camera di Consiglio è stata fissata per il 18 maggio.

Ciò significa che prima di allora, in attesa della decisione, il Sindaco esercita nuovamente tutte le sue funzioni o per meglio usare un linguaggio tecnico-liquidatorio è ritornato in bonis.

Quindi significa che tutti i comuni che hanno adito il Tar possono avere accolto il ricorso e per lo più la decisione della camera di Consiglio è decisa sicuramente dopo la presentazione delle liste elettorali, per cui qualsivoglia decisione sentenziata, implica che per la tornata dell’11 giugno, i comuni vittime di quella norma ritenuta incostituzionale non saranno coinvolti per le elezioni.

Mentre vi scrivo, apprendo che anche il Sindaco di Casteldaccia, decaduto a seguito della predetta norma regionale retroattiva, è stato riconfermato nella carica sino a decisione di camera di Consiglio prevista per il 18/Maggio/2017, mentre il Consiglio sarà sostituito da un Commissario ad acta in quanto decaduto per non avere approvato il dissesto già dichiarato in Giunta.

Bene tutta la premessa, ma la domanda di rito è sempre la seguente: E per Bagheria ?

Pertanto anche Bagheria potrebbe rientrare in quella casistica prevista dalla Legge Regionale 6 art. 2; uso il condizionale in quanto il problema di Bagheria è ancora più grave, dal momento che non si parla di un bilancio ma di appena qualche bilancio (consuntivo 2013-2014-2015, previsionale 2015-2016-2017) non redatti e non approvati dall’Amministrazione e conseguentemente nessun atto è pervenuto al Consiglio per l’approvazione.

Ma Bagheria è in dissesto e quindi non può adire il Tar ! ed allora che succede ‘

Da più parti, in questi giorni, ho avuto modo di ascoltare le diverse considerazioni sia in ambito politico sia da semplici cittadini che hanno partecipato ai diversi eventi tecnico-amministrativo sulla gestione dell’ente.

Tutti concordano su un fattore comune che Bagheria essendo un ente dissestato, segue una logica-iter diverso dai comuni non dissestati.

Ebbene, secondo la mia interpretazione, consapevole che per Bagheria è stato dichiarato il fallimento dell’ente, sono parimenti convinto che esso, per certi aspetti, segua le stesse sorti di un ente normale, diversamente, per questo caso specifico, a regolare l’aspetto tecnico-finanziario sono quegli articoli del Tuel dall’art. 244 sino al 269 che riguardano il dissesto.

Ad oggi quest’Amministrazione ha gestito l’aspetto finanziario dell’Ente  “Ammuzzu”, come logica e per certi versi affidandosi alle sorti della scienza esatta e futuribile “Oroscopo Fiscale”.

Penso che il problema “Bagheria” non è da sottovalutare sotto ogni punto di vista sia tecnicamente perché come dichiarato più volte stiamo vivendo le fasi di “un nuovo dissesto nel dissesto dichiarato”, sia per l’aspetto amministrativo di funzionari che sconoscono le norme legittime e fondamentali della contabilità dell’Ente, avvalorando l’incompetenza manifesta di codesta amministrazione e pervenendo alla illegittima redazione di atti che non hanno logicità tecnica e dubbiose interpretazioni di conti che non trovano la giusta allocazione per assenza di bilancio.

A questo punto, mi auspico per Bagheria l’arrivo, quanto mai repentino, di un Commissario Straordinario che si sostituisca al Sindaco ed all’Amministrazione tutta e faccia luce sulla reale situazione in cui versa l’ente e soprattutto garantire quel percorso di legittimità che da tempo è stato abbandonato.

E solo dopo aver preso visione che le prescrizioni del Ministero non sono state mantenute e mai salvaguardate, aver rilevato che l’Amministrazione, pur avendo assegnato un termine perentorio di 120 giorni per approvare i bilanci in itinere, non ha adempiuto a tale obbligo, aver accertato fatti gravi  e certi per l’Ente, possa determinare, attraverso gli enti preposti,  la decadenza del Sindaco e di tutta l’Amministrazione per inottemperanza degli atti del Ministero, quale organo consultivo e di controllo, oltre la manifesta inettitudine ed incompetenza degli stessi Amministratori nel continuare ad amministrare e simulare una inesistente e falsa legittimità sullo stato dei conti in Bagheria.

 
 
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