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The Blue Whale.
La Balena Blu?

mercoledì 24 maggio 2017, 08:57   L'Opinione  

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di Nicolò Benfante

Sono trascorsi molti anni dalla pubblicazione del romanzo capolavoro di (Herman Melville – 1932 ed.italiana) dal titolo – Moby-Dick or the Whale– che per molti della mia età ha segnato quell’infanzia epocale prima attraverso la lettura poi con il film che ha messo in evidenza come la natura nel suo essere perfetta, punisce la malvagità dell’uomo.
Il perché di questo preambolo?
Semplicemente, perché dopo essere trascorsi tanti anni, ciclicamente si ritorna a parlare della balena, non più bianca ma di colore blu.
In effetti il “Blue Whale” è un gioco tecnologico-macabro che spinge gli adolescenti al suicidio. Esso è già penetrato in Italia e con allarme, in quanto si parla di casi sospetti, dopo aver mietuto centinaia di vittime in Russia.
Il gioco manipolato da mostri “umani” denominati “Curatori”, consiste nell’agganciare, via chat o attraverso dei gruppi creati all’uopo, dei ragazzi adolescenti e convincerLi dell’inutilità della vita che stanno vivendo e solo dopo aver seguito un percorso della durata di 50 giorni, al cinquantesimo giorno ………. Saltate da un edificio alto e riprendetevi la vostra vita.
Ho visto alcuni dei filmati postati su dei social di questo macabro “gioco”.
Penso che siamo arrivati alla fine del nostro percorso umano.
L’aspetto tecnologico ha così volgarmente condizionato le nostre menti tale da poter essere in balia degli altri.
D’altronde, l’uomo nella sua malvagità ha sempre cercato di poter controllare la moltitudine della gente, magari attraverso il controllo delle menti.
Quale momento epocale per distruggere il seme dell’umanità, l’investimento prolifico della società, il futuro annientato sul nascere.
Una società basata sull’innovazione tecnologia è una società fredda (ice), e questa aspetto della modernità è la convinzione “che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza” (Zygmunt Bauman) tale da essere definita una società-liquida.
La crisi dell’individualismo, dell’apparire a tutti i costi, della visibilità come valore-status ed il consumismo hanno eroso i valori cardine della nostra essenza umana, la libertà di essere ciò che sei e pensare di essere per quanto sei.
Nessuno pensa!
Nessuno chiede perché!
Siamo talmente coinvolti dalla tecnologia che demandiamo ad altri il compito di Curarsi di Noi.
E’ da tempo che presento ed affronto con degli studenti di diverse scuole, le diverse tematiche inerenti il controllo delle loro scelte attraverso i social; il neuromarketing, la teoria dei nudge, sono alcuni esempi di come la mente umana può essere controllata ed indirizzata.
Purtroppo, non è un caso ma, la teoria del controllo tecnologico, non interessa solo i giovani adolescenti; Nel vissuto del quotidiano presente tutto è social e tutto è condiviso. Se non sei social sei alieno, fuori dal sistema, arcaico.
La privacy, è degli altri e non esiste, ovunque oramai, ai fini contrattuali, accetti sempre termini e condizioni proposte, per poter entrare nel sistema proposto.
Questo è il futuro?
Eppure nella logica del cambiamento, non a caso, anche la politica ha mutato il suo sistema di essere; oggi la comunicazione è immediata, basta postare un video, oppure un tweet o meglio pubblicare un evento o qualsivoglia informazione sui social per sapere e diffondere in tempo reale la notizia.
Dove sono finiti i confronti di prima serata di “Tribuna Politica” tra quei candidati che dovevano convincere con le loro ideologie, intellettuali del pensiero politico, la moltitudine dei cittadini che li ascoltava; dove sono quei valori di appartenenza di un gruppo di partito piuttosto che un altro; quali sono le correnti di pensiero che suddividono i conservatori dai laburisti, i repubblicani dai democratici, la sinistra dalla destra, etc….
Non esiste nulla di tutto ciò, perché non esiste più la vera politica.
Tutto è vano, inutile, etereo, social, senza confronto.
Già il confronto, questo mostro da combattere, da evitare.
Meglio nascondersi dietro il tasto di uno smartphone piuttosto che affrontare la dura realtà; confrontarsi significa crescita, preparazione, ideologia, essere un opinion leader.
Lo sviluppo tecnologico e l’uso indiscriminato, ha contribuito a creare un appiattimento culturale anche a livello sociale creando quel presupposto di mediocrità che facilmente può essere gestita ed amministrata.
BAGHERIA NON E’ SOCIAL!
Non posso permettere di essere amministrato, da coloro che non accettano il confronto, le cui decisioni dipendono da un leader, che si professano fautori di un sistema “Anti – inventato ad hoc”, che si promuovono francescani del bisogno, che sconoscono la legittimità istituzionale delle leggi, che si ergono paladini per il recupero del gap di un  futuro lavorativo, che sconoscono le fondamentali della trasparenza, amministrano la gestio dell’ente senza bilanci, non rispettano i termini perentori del Ministero, e per di più, penso, da un organo decaduto.

 
 
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