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Bagheria. 450 firme raccolte dal Comitato promotore della salute. Ci saranno altre iniziative

domenica 25 giugno 2017, 10:01   Attualità  

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Sono state 450 le firme raccolte ieri pomeriggio a piazzetta Montana, lungo il corso Umberto, dal comitato promotore per la salute.

L’iniziativa è volta a supportare un documento che oltre a ripercorrere tutte le azioni intraprese in questi anni da alcune associazioni, impegna tutte le forze sociali e politiche a creare un’unica forza compatta in modo tale da poter coinvolgere tutte le istituzioni competenti e rendere fattivi i vari protocolli d’intesa sottoscritti nel passato e realizzare finalmente a Bagheria un Presidio Territoriale D’emergenza vero  e completo.
Del comitato fanno parte Filippo Maria Tripoli, Emanuele Tornatore, Turi Marino, Vincenzo Sciortino, Massimo Cirano, Maddalena Vella, Angelo Barone, Giuseppe Cangialosi, Michele Ficano, Angelo Tornatore, Antonio Giacalone, Fabrizio Parisi.
Nei prossimi giorni saranno organizzate altre raccolte e saranno coinvolte le parrocchie ma anche altri comuni fra cui Casteldaccia, Santa Flavia, Ficarazzi e Altavilla Milicia. 
“Questo è soltanto l’inizio -dice Filippo Tripoli-  adesso coinvolgeremo i paesi limitrofi. Questa è una battaglia che non ha colore politico e soprattutto non ha nessun padrino, stiamo dando il via a questo percorso ricevendo il testimoni da tutte quelle associazioni o singoli individui come il Professore Di Bernardo o Don Francesco Stabile che in passato hanno speso tante energie per raggiungere questo obiettivo, abbiamo il dovere di creare qualcosa di importante nel nostro territorio, ma soprattutto la dobbiamo a tutte quelle persone che in questi anni hanno perso la vita a causa anche di inefficiente sanitarie. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quegli operatori sanitari che lavorano con mezzi e strumenti inadeguati rispetto alle esigenze che si presentano ogni giorno.
Già abbiamo contattato e siamo stati contattati da varie associazioni che vogliono dare il loro contributo. La prossima settimana invece incontreremo molte altre realtà associative e di volontariato a cui chiederemo una loro mano d’aiuto, inoltre contatteremo anche le organizzazioni sindacali e di categoria e i vari uffici di patronato che sono dislocati sul territorio.”
 

 

 

 
 
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