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Bagheria. Alla base dell’inchiesta della Procura c’è l’affidamento del servizio rifiuti alla Tech

giovedì 21 settembre 2017, 09:49   Attualità  

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Si basa soprattutto sull’affidamento alla ditta Tech, nell’aprile del 2015, per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, l’inchiesta avviata dalla Procura di Termini Imerese in cui sono finiti indagati il sindaco Patrizio Cinque, imprenditori locali e alcuni dipendenti comunali.Secondo la Procura ci sarebbero state “anomalie, irregolarità, illegittimità procedurali”.
Il Gip del tribunale di Termini, Michele Guarnotta, boccia l’affidamento milionario del servizio di raccolta rifiuti.
Il giudice parla di “procedura totalmente informale e per di più adottata con ordinanze contingibili e urgenti” anche se il presupposto che le avrebbero giustificato, “il volontario recesso dal consorzio Coinres da parte dello stesso Comune” non può essere considerato “un evento imprevedibile”.
Per il giudice per le indagini preliminari quell’affidamento violerebbe la legge.
Scrive il quotidiano Repubblica che “si tratta di uno dei più grandi appalti assegnati in questi anni dal Comune di Bagheria, che ha fatto discutere anche perché sul tavolo della commissione antimafia regionale sono finiti nei mesi scorsi i nomi di alcuni dipendenti pregiudicati, parenti di mafiosi o mafiosi essi stessi, che attraverso questa ditta hanno prestato servizio per l’ente amministrato da Cinque. La grande accusatrice è stata l’ex capo dell’ufficio tecnico Laura Picciurro, sentita più volte dai carabinieri.”
Per la Procura di Termini ci sarebbero i reati di abuso d’ufficio e falso a carico del sindaco, e dell’assessore Fabio Atanasio.
Repubblica continua dicendo che “si sarebbe tentato di favorire l’impresa Ecogestioni di Michele Raspanti (anche lui indagato) prima fornendo “informazioni privilegiate” sulla gara imminente, poi prorogando o rendendo non perentori i termini per la presentazione delle offerte a vantaggio proprio di questa società. Questo comportamento avrebbe penalizzato altre tre imprese concorrenti. Ma l’appalto è stato poi affidato a una quinta impresa, la Tech appunto, che aveva presentato in tempo utile la migliore offerta. La qual cosa, per il gip, esclude un’alterazione della gara (“nei fatti mai esistita”). Dunque, per questi reati, non è stata applicata nessuna misura nei confronti di Cinque e Atanasio, che restano però indagati.”

 
 
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