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Operazione “Panta Rei” arrivano le condanne. 5 anni e 4 mesi a Pasquale Di Salvo

mercoledì 27 settembre 2017, 22:08   Cronaca  

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Oltre 250 anni di carcere per 35 imputati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni, traffico di stupefacenti – nel processo scaturito dall’operazione “Panta Rei”, in cui vennero coinvolti anche degli affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria. Condannati anche esponenti di Villabate e di Porta Nuova di Palermo.
Cinque gli assolti: Giuseppe Di Giovanni, Gaetano Tinnirello (per i quali è stata ordinata l’immediata scarcerazione), Rosario Fricano, Giuseppe Bucaro, Mario Sciortino. Pizzo, spaccio di cocaina, ma anche controllo del mercato dei frutti di mare. C’era anche questo nell’operazione Panta Rei che portò al fermo di 38 persone a dicembre 2015 (altre furono arrestate successivamente).
E ci sarebbe stata una donna al vertice: Teresa Marino moglie di Tommaso Lo Presti, aveva ricevuto il delicatissimo compito di aiutare economicamente le famiglie dei carcerati. Nel blitz finirono in carcere anche Domenico e Giuseppe Tantillo del Borgo Vecchio. Il secondo da qualche tempo collabora con i pm.  In 40 hanno scelto il rito abbreviato. I pm erano Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.
Fra i condannati c’è anche il collaboratore di giustizia bagherese Pasquale Di Salvo, condannati a 5 anni e 4 mesi, i bagheresi: Carmelo D’Amico 10 anni, Andrea Militello 4 anni oltre a Salvatore Scardina di Santa Flavia 12 anni, Antonio Giuseppe Virruso di Casteldaccia 8 anni.

Gli altri condannati sono: Paolo Calcagno 14 anni, Teresa Marino 14 anni, Alessandro Bronte 12 anni, Pietro Catalano 8 anni, Tommaso Catalano 6 anni,  Salvatore David 4 anni e 8 mesi, Francesco Paolo Desio 8 anni, Giuseppe Di Cara 8 anni, Nunzio La Torre 8 anni, Francesco Paolo Lo Iacono 8 anni, Rocco Marsalone 12 anni, Salvatore Mulè 8 anni, Giampiero Pitarresi 14 anni, Massimiliano Restivo 8 anni, Giuseppe Ruggeri 3 anni, Antonino Salerno 6 anni, Lodovico Scurato 6 anni, Domenico Tantillo 14 anni, Giuseppe Tantillo 5 anni e 4 mesi, Antonino Abbate 6 anni, Salvatore Ingrassia 8 anni, Bartolomeo Militello 12 anni, Vincenzo Vullo 6 anni, Salvatore D’Asta 2 anni (pena sospesa), Giuseppe Minardi 6 anni, Francesco Terranova 6 anni, Maria Rosa Butera 2 anni (pena sospesa), Gaspare Parisi 6 anni, Massimo Monti 2 anni (pena sospesa), Angelo Mendola 6 anni.

Dalle indagini dei pubblici ministeri emerge, ancora una volta, che il mandamento di Porta Nuova è il più influente della città, indipendentemente da chi lo governi. Sul fronte pizzo, erano una trentina le estorsioni – tra tentate e consumate – contestate agli indagati. 
Tra le parti civili, Libero futuro, Solidaria, associazione Libero Grassi, Sos Impresa, Addiopizzo, Fai, Confcommercio, Confesercenti, Assindustria Palermo, Centro Pio La Torre e Confindustria.

 

 
 
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