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Droga fra l’Argentina e Bagheria. Negano ogni addebito gli arrestati. Quattro non rispondono

martedì 17 ottobre 2017, 11:16   Cronaca  

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Ha negato ogni accusa Nicolò Testa, considerato ai vertici della famiglia mafiosa di Bagheria.
Testa, assistito dai legali Antonino Pagano e Salvo Priola, ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese nell’ambito dell’operazione Praesidium condotta nei giorni scorsi dalla Procura di Termini Imerese che ha portato all’arresto di 12 persone, ritenute a vario titolo coinvolti in un traffico di droga fra l’Argentina e Bagheria.Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il figlio Pasquale, avvocato dagli stessi avvocati del padre.
Hanno invece risposto alle domande del giudice Salvatore Cecala, Calogero Rio, Giuseppe Faia, Antonio Giallombardo e Salvatore Rotolo. Tutti hanno negato ogni addebito.
Non hanno risposto, avvalendosi della facoltà dio non rispondere Gioacchino Bonaccorso, Carmelo D’Amico e Giacinto Tutino.
Gli interrogatori si sposteranno in altra sede visto che altri due indagati. Emiliano Pasimovich e Salvatore Drago Ferrante sono detenuti a Roma e a Udine.
L’operazione Praesidium è scattata il 12 ottobre scorso quando i carabinieri hanno eseguito 12 ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip Stefania Galli su richiesta del pm Carmelo Romano.
Secondo l’accusa era stato avviato un giro di droga, soprattutto cocaina, fra l’Argentina e la Sicilia, operante nei locali notturni di Palermo e Provincia e Trapani.
A smerciare la droga sarebbero atti alcuni pusher, fra cui anche 3 ragazze di circa 20 anni.
In Argentina sono stati sequestrati circa 5 chilogrammi di cocaina.
  

 
 
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