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Bagheria. Due associazioni scrivono al sindaco: “no alle multe sui rifiuti. Soluzioni alternative”

sabato 16 dicembre 2017, 18:41   Attualità  

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L’ASSIAC Associazione Italiana Amministratori e Condomini e l’UNAI Unione Nazionale Amministratori d’Immobili, con una lettera aperta inviata al sindaco di Bagheria, a firma dell’avvocato Giancarlo Sciortino  e del geometra Antonello Pellitteri, intervengono sulle difficoltà che si sono verificate negli ultimi giorni per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e sulle paventate multe che potrebbero scattare da parte del Comune.  Si dichiarano disponibili al dialogo e a trovare soluzioni alternative.“Non è nostra competenza o responsabilità indagare sulle concrete dinamiche comunali relative alla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ma è sotto gli occhi dell’intera cittadinanza l’insostenibile condizione in cui versano gli edifici condominiali, ormai ridotti alla misera condizione di discariche a cielo aperto. Sono centinaia le telefonate o mail di protesta indirizzate agli amministratori nostri associati.”
Per le due associazioni non è giustificabile l’obiezione secondo cui alcuni cittadini, sarebbero riottosi all’applicazione delle norme comunali, utilizzando la giornata della domenica per liberarsi di rifiuti.
“Ove rispondesse al vero quanto riferito da molti dei nostri associati o appreso dai mass media locali, che una tale interruzione di pubblico servizio (tra l’altro profumatamente pagato dai contribuenti) fosse attribuibile ad una malcelata “volontà punitiva” comunale, con aggiunta di minacce sanzionatorie a carico dei condomini colpevoli, si imporrebbe una nostra ferma presa di posizione. Come certamente ad Ella ben noto, infatti, nel nostro Ordinamento il Condominio è soggetto privo di personalità giuridica, essendo qualificabile in termini di Ente di gestione.
E’ perciò, evidente la palese illegittimità di qualsivoglia sanzione che vada a colpire il Condominio nel suo complesso, disattendendo la – necessaria – individuazione dei soggetti eventualmente responsabili.”

Le due associazioni continuano scrivendo “Signor Sindaco, lei dovrebbe sapere che l’eventuale applicazione di sanzioni, genericamente imputate ai condomini nel loro complesso, determinerebbe effetti gravissimi e paradossali. L’amministratore, infatti, attinto dalla sanzione dovrebbe convocare l’assemblea condominiale, al fine di ripartire l’onere economico derivante tra i vari condomini. Questi ultimi, c’è da giurarci, non voteranno mai tale riparto, sostenendo – correttamente – come la maggioranza rispettosa delle norme comunali non possa essere tenuta a corrispondere per i pochi recalcitranti. Di qui le ovvie, impugnazioni, a catena dei deliberati assembleari. Ma c’è un distinto punto dolente. Di certo, Signor Sindaco, Lei conosce perfettamente come per un principio generale, immanente anche in tema di sanzioni amministrative, nessuna sanzione può legittimamente essere applicata a carico di soggetti indeterminati o non compiutamente determinati. Lei, di certo, immagina l’esito dei ricorsi avanzati innanzi la competente A.G. dai vari condomini illecitamente sanzionati. Ha calcolato il danno erariale derivante dalle eventuali sentenze? Le segnaliamo come anche in materia di rifiuti valga il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo, il quale impone di fondare l’imputabilità della sanzione sull’effettivo trasgressore e non in base a una – in materia insussistente – responsabilità oggettiva. Del resto, non vi sarebbe neppure in tesi contestazione immediata (sono, infatti, già trascorsi cinque giorni), né sarebbe chiaro quali accertamenti eventualmente sarebbero stati effettuati dalla Polizia municipale per giungere ad identificare il trasgressore. Dovremmo, dunque, ipotizzare uno Stato di polizia con i solerti Vigili urbani a verificare, sacchetto per sacchetto, il contenuto dello stesso, ovvero tornare a consigliarLe di adottare strumenti alternativi, quali l’adozione di diverse tipologie di contenitori, soprattutto degli edifici condominiali di grandi dimensioni ove i punti di raccolta sono interni agli spazio condominiali? Siamo aperti al dialogo, ovviamente alla ricerca di una soluzione positiva del problema. Lo dobbiamo ai cittadini, al decoro comunale ed alla pubblica salubrità.”

 

 
 
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