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Bagheria. Frasi ingiuriose sui muri della chiesa delle Anime Sante contro il parroco

venerdì 29 dicembre 2017, 14:01   Attualità  

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di Martino Grasso

Sono tornate le scritte sui muri adiacenti la chiesa delle Anime Sante contro la decisione di avere spostato la statua della Madonna dell’Immacolata, e gli autori hanno alzato il tiro.Sono almeno 8 le frasi comparse sui muri con principale obiettivo il parroco Giovanni Basile.
Questa mattina ne è apparsa una particolarmente preoccupante con evidenti minacce di morte contro il parroco.
In un italiano stentato, forse fatto apposta, si legge “Padre Basile Giovanni, metti la Madonna al suo posto, senno ai poko vita. Inticapato”.
In un’altra scritta si legge “padre Basile non sei degno di stare in questa kiesa”.
Un’altra invoca il cardinale a riportare la statua sull’altare maggiore.
Anche un muro della chiesa Madre riporta scritte con lo stesso tenore.
Il parroco non ha molta voglia di commentare queste scritte, limitandosi a dire: “la statua non è mia. La decisione spetta all’arcivescovo”.
Ma dell’episodio sono stati avvertiti i carabinieri della compagnia di Bagheria con una denuncia contro ignoti.
Non tende dunque a finire la vicenda della statua della Madonna dell’Immacolata che due anni fa era stata spostata dall’altare maggior in una nicchia laterale, con parroco Massimiliano Purpura. Al suo posto venne sistemato un quadro con la deposizione.
I fedeli si divisero in due schieramenti pro e contro lo spostamento. Nel frattempo padre Purpura venne trasferito. Venne costituito anche un comitato denominato “Maria Santissima sull’altare maggiore”. Il comitato, chiaramente, voleva che la statua tornasse al suo posto d’origine.
L’arcivescovo Lorefice, nel frattempo, inviò un nuovo parroco, Giovanni Basile.
La statua però è rimasta al suo posto.
Lo scorso mese di novembre comparvero 3 scritte, subito cancellate, con frasi ingiuriose contro alcuni fedeli della parrocchia.
Delle scritte presero le distanze in maniera netta i fedeli che hanno costituito il comitato
Da alcuni giorni però, le scritte si sono moltiplicate e anche i messaggi sono diventati molto più pesanti fino alle minacce eloquenti contro il parroco Basile.
 

 

 
 
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