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Bagheria. Inchiesta “Legame”. Pizzo sui buttafuori: venivano chiesti 10 euro per ognuno

mercoledì 31 gennaio 2018, 10:46   Cronaca  

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Il pizzo anche sui buttafuori nelle discoteche.
E’ una delle vicende legate all’inchiesta “Legame” che ha portato all’operazione di ieri in cui sono state arrestate 6 persone considerate vicine alla famiglia mafiosa di Bagheria.I fatti emergono dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare.
In un articolo pubblicato da Livesicilia a firma di Riccardo Lo Verso, vengono spiegati i meccanismi.
La denuncia sarebbe stata fatta dal responsabile di un’agenzia privata di sicurezza.
Secondo l’uomo, venivano chiesti aiuti economici per il mantenimento di Paolo Liga, arrestato ieri, che ai tempi era latitante.
Venivano chiesti “10 euro per ogni persona” impiegata.
“Soldi non ho e non te ne darò mai né a te né a qualcun altro”, aveva risposto l’imprenditore che si era avvalso della collaborazione di Claudio De Lisi (uno degli arrestati) in alcune feste private “per evitare problemi e per il quieto vivere… l’ho impiegato solo per la festa di Halloween 2015 e la sera di Capodanno, presso una villa in contrada Bellacera di Santa Flavia”.
Lo Verso continua scrivendo che “Paolo Liga non si arrese dopo il rifiuto di pagare e fece avere alla sorella Rosaria “un bigliettino dove ci sono scritti i nomi… lui dice di dirglielo a… capito?… a Cosimo… il Malavita (soprannome di un uomo non identificato) ed un altro mi ha detto…”. Erano i nomi di gente da fare lavorare come buttafuori.
Ad un certo punto si fece sotto Sanzone, visto che nel frattempo, nel 2016, Paolo Liga si era prima dato alla latitanza e poi era stato arresto. Insomma, le spese erano aumentate: “Prima del Capodanno fui avvicinato da Sanzone Giuseppe – ha aggiunto l’imprenditore – mi avvertì che per quanto riguardava la consegna dei soldi per il mantenimento di Liga Paolo, avrei dovuto fare riferimento a lui, divenutone il responsabile e non più ai fratelli Riccardo e Claudio De Lisi… riferì sempre per dilazionare i tempi, che avrei pagato la somma estorsiva solo dopo il capodanno”.

 
 
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