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18 anni dopo quella
notte prima degli esami

martedì 19 giugno 2018, 15:41   L'Opinione  

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di Antonino Pintacuda 

18 anni fa, quando ci stavamo ancora abituando all’idea che i prossimi anni sarebbero iniziati col 20, la maturità stava cambiando pelle. Era il secondo anno del nuovo corso e al liceo scientifico di Bagheria la 5^ E era alle prese con mappe concettuali e tesine. Internet ancora gracidava a 56K, quindi c’era poco da star sereni. Il massimo che avevamo in tasca era un nokia su cui superare livelli di Snake e per una serie tv dovevi aspettare almeno una settimana per un nuovo episodio.
Son passati esattamente gli stessi anni che avevamo allora, con la patente B fresca fresca in tasca e la voglia di prenderci il nostro spazio nel mondo.
Siamo stati fortunati. In quegli anni potevi ancora puntare i sogni al cielo e scoccarli. Di precario c’era solo l’equilibrio sulla pertica.
Poi la vita ci ha messo poco a insegnarci quel mondo che si stava srotolando davanti ai nostri occhi.

Oggi riusciamo a scansare l’oblio a cui eravamo condannati. Basta un gruppo su Whatsapp per non perderci di vista. Un trionfo di fiocchi rosa, blu, sogni e preoccupazioni, condivisi, ieri come allora un’autogestione permanente.
Anche i più resistenti, hanno vinto le loro resistenze. E tranne un paio di lampanti eccezioni, siamo tutti lì. Sono pochi i “Ti ricordi” scagliati nel mucchio. Noi degli anni Ottanta, siamo stati cresciuti guardando avanti.
Quindi di “sale e pepe”, delle panchine di Don Gino c’è solo una eco lontana.
Alla viglia della “notte prima degli esami” abbiamo fatto un rapido check tra sogni e realtà.

Ogni giorno per lavoro usiamo quasi tutti Excel e le sue tabelle.
Ma qui andiamo a ruota.
Eravamo 23 in classe.
Di questi, almeno la metà ha fatto le valigie tanti anni fa. Qualcuno è arrivato sin dall’altra parte del mondo per poi ritornare in Italia.
C’è Stella che vive a Roma, ha una bambina bellissima che le ha rubato il sorriso e quando le abbiamo chiesto qual è il suo consiglio per un 18 enne di oggi, non ha dubbi: “segui le tue aspirazioni che siano vicine o lontano da casa”. Le chiediamo anche qual è stata la difficoltà principale in questo lungo pezzo di vita: “Abituarsi al cambiamento e soprattutto ripartire dopo le vacanze natalizie”.
Luigi guida i treni dell’Alta Velocità, come quando giocava a calcio, ha fatto una bella doppietta: due figli e vive con la sua Giusy nel Lazio.

Non vive in Sicilia, non fa il lavoro per cui ha studiato, ma lucido come non mai, non ha dubbi: “Bisogna fare come fanno tutti i mammiferi, spostarsi laddove ci sono le risorse per vivere decentemente”. Sulle difficoltà, aggiunge: “non è mai semplice diventare grande, da solo, con responsabilità e senza strade spianate”, ci pensa su, si gratta la barba e senza peli sulla lingua dice dritto come una cannonata: “Dire suca a tanti che se lo meritavano”
Elisa è rimasta sempre in Sicilia, il lavoro se l’è creato, perché come insegna quel bel film con Troisi e Leonardo Da Vinci, se il treno non passa, te lo costruisci tu. Il suo mantra è sempre quello: “Fai ciò che più ti gratifica, non importa dove. L’importante è come”. Ha faticato per inserirsi in un mercato saturo, “ma se insisti e non molli, prima o poi la spunti”.

Loredana è andata via da Casteldaccia 10 anni fa, è riuscita a conciliare gli studi con il lavoro, e il suo mestiere è proprio quello per cui ha studiato. Anche lei è mamma di due bambini, che stanno crescendo bene a Parma. Insegnando, è abituata a dare buoni consigli e, soprattutto, il buon esempio: ai 18enni di oggi dice: “Studia considerando anche gli sbocchi lavorativi!”.
Le asperità si affrontano crescendo in fretta professionalmente, per stare dentro a contesti lavorativi completamente diversi da quelli immaginati”.
Torna spesso, la sostanziale differenza tra il mondo che avevamo immaginato e quello che ci siamo trovati davanti. Bastava poco ai tempi, quando era sufficiente “buttarsela” compatti e andare ad ammazzare la giornata al bowling o in spiaggia.

Stefania è andata via per otto lunghi anni, aggiunge che “ahimè, sono tornata”. Il suo lavoro in banca non è proprio quello per cui aveva studiato, è di nuovo in dolce attesa e innamoratissima del marito e del suo piccolo grande Ciccio. Il suo consiglio per i maturandi è limpido: “Studiate, specializzatevi in quello che desiderate. Imparate le lingue, andate all’estero”.
Per lei è stata dura tornare in Sicilia e “dover riconfigurare le mie aspirazioni con la dura realtà”.

Linda ha lavorato sin da subito come infermiera specializzata, sposandosi subito dopo il liceo.
Non è stato sempre facile farsi valere, ma è pienamente soddisfatta. Per i maggiorenni aggiunge: “seguite i vostri sogni e le vostre aspirazioni. Andate avanti, andando anche contro tutti per realizzare i vostri sogni”

Salvino ha due figlie, una è la sua versione più bella e con molti più capelli! È quasi riuscito a far il lavoro per cui ha studiato, la musica l’ha sempre accompagnato. Incapace di tener fermo le mani, ai nati del 2000 consiglia di studiare e viaggiare per contrastare l’assenza di meritocrazia che flagella la nostra bella Isola.

Donatella ha scommesso contro ogni difficoltà e ha detto addio alla biologia marina per fare la croupier in Inghilterra, cinque anni fa la sua nuova vita è iniziata tra il tavolo verde e la roulette.
Per lei l’Inghilterra è “Il paese dei balocchi che mi ha accolto, che mi ha dato un lavoro e mi ha fatto rinascere. L’Italia e la Sicilia saranno sempre nel cuore con tutte le meraviglie e le meravigliose abitudini ma purtroppo non mi hanno dato opportunità, non mi hanno offerto un futuro. È qui il mio futuro adesso”. Ai neopatentati di oggi dice: “Fate le vostre scommesse ancora una volta che io la mia l’ho già vinta”

E io? Io che 18 anni fa scrivevo del mio liceo e dei miei compagni facendoli diventare i protagonisti dei miei “Dicotomici furori”?  Non ho mai smesso di voler vivere della mia scrittura, di voler lavorare nel mondo della comunicazione. Ho cambiato testate e redazioni, ho lavorato pure per gli amatissimi libri, curandone più di una dozzina dal progetto all’arrivo negli scaffali. Quasi dieci anni fa facevo il corrispondente dal Sud America. Oggi sono il responsabile marketing e comunicazione di un’azienda che si occupa di pannelli fotovoltaici ed energie rinnovabili. C’è un filo rosso che lega tutto, tutto quello che abbiamo vissuto in questi diciott’anni.
Che basti una chat di gruppo per sbirciare nelle vite degli altri, affinché non volino via i nomi dei vecchi amici con cui abbiamo diviso banchi, registri, occupazioni e viaggi d’istruzione è una meraviglia continua.

Non siamo diventati un nome sbiadito su un vecchio registro o una foto ingiallita infilata in un libro dimenticato.
Vivetelo bene quest’ultimo periodo insieme, che sono quei giorni da leoni che vi ricorderete per tutti gli anni a venire. Ed è vero quello che dicono, nei momenti più duri, alla vigilia di una prova importante, di una riunione strategica, di un meeting aziendale vi potrà capitare di sognare di nuovo la mattinata degli esami, con la stessa paura di non farcela. E quando ritirerete il diploma vi sentirete padroni del mondo. Sceglietelo bene il vostro futuro, dipende solo da voi.     www.pintacuda.com

 
 
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