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Anche un bagherese fra
i 5 componenti della banda contro autotrasportatori

martedì 19 giugno 2018, 15:12   Cronaca  

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C’era anche un bagherese fra gli arrestati di oggi, da parte della polizia, ritenuti autori di due rapine messe a segno a Carini e nell’area di servizio Caracoli a Termini Imerese.Si tratta di Emilio Marchese, 35 anni, originario di Castelvetrano, attualmente in carcere per altri reati.
Le custodie cautelare,  emesse  dal G.I.P., su proposta della Procura della Repubblica di Palermo, sono:
Giovanni Cerrito, 38 anni, Domenico Amari, 43 anni, Francesco Paolo Amari, 25 anni e Giuseppe Celauro, 24 anni,  tutti residenti a Villabate.
I 5 sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere e della commissione di due violente rapine a danno di autotrasportatori del settore ittico.
La polizia avrebbe accertato che i 5 avevano realizzato la rapina di un container contenente 24 tonnellate di totani surgelati, del valore di circa 70.000,00 euro, a Carini. In quell’occasione per impossessarsi del carico di pesce, avevano anche procurato lesioni ad uno dei trasportatori. 
Il successivo 22 agosto, a Termini Imerese, presso l’area di servizio di “Caracoli”, hanno compiuto un’ulteriore rapina ai danni di un autotrasportatore, impossessandosi di un container contenente 138 quintali di gamberi surgelati, del valore di circa 170.000,00 euro. 
In entrambi i casi, la banda ha approfittato della circostanza che le vittime avessero raggiunto il luogo della consegna del loro carico con abbondante anticipo e che fossero quindi in sosta, nel primo caso, dinanzi la sede della ditta consegnataria, nel secondo, presso un’area di servizio. analoghe le modalità delle aggressioni che sono valse ai cinque, oltre che il reato di rapina aggravata, anche quelli di lesioni personali e sequestro di persona.
Gli autotrasportatori, colti di sorpresa nell’abitacolo dei loro rimorchi, sono stati tirati giù dai mezzi e costretti, faccia a terra, per svariati minuti, tempo necessario a sostituire la motrice con un secondo vettore che avrebbe trasportato il prezioso carico in zona “sicura”.
Le vittime sarebbero state, inoltre, condotte lontano dal luogo della rapina ed abbandonate su strada. 
Indagini sono in corso per verificare chi abbia beneficiato e quale sia stata la destinazione finale del grosso rifornimento di molluschi e crostacei.       

 

 

     

 
 
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