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Bagheria. Ex poliziotto ai domiciliari. Si teneva le armi destinate alla distruzione

martedì 12 giugno 2018, 17:36   Cronaca  

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Si sarebbe impossessato delle armi destinate alla distruzione, falsificando la firma dei proprietari, facendo finta che gli avessero ceduto le loro armi.Protagonista del reato è un ex poliziotto in pensione, da poco tempo, che prestava servizio al commissario di Bagheria.
Con l’accusa di peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, soppressione, distruzione ed occultamento di atti veri e violazione della normativa inerente le armi, gli agenti del commissariato di Bagheria hanno arresto l’ex  collega. Dell’uomo non sono state rese note le generalità.
Per il poliziotto in pensione sono stati disposti gli arresti domiciliari, su provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese.
La storia è venuta fuori a seguito di una attività di verifica e riscontro avviata dagli agenti del commissariato di Bagheria, nei confronti di detentori.
Andando a fondo, gli agenti si sarebbero accorti che qualcosa non quadrava. Sarebbero quindi emersi comportamenti illeciti sotto il profilo penale dell’ex poliziotto, commessi nel periodo in cui era ancora in servizio, in qualità di addetto all’ufficio “armi” del commissariato bagherese.
Si sarebbe appurato che in diversi casi, l’ex poliziotto, a seguito della consegna da parte di privati cittadini di armi da sparo destinate alla rottamazione, invece di avviarle alla distruzione, se ne sarebbe impossessato.
L’indagine avrebbe accertato che a questo scopo, avrebbe soppresso il verbale di versamento per la rottamazione ed inserito negli archivi informatici una falsa attestazione di cessione delle armi a suo favore da parte del proprietario.
Gli agenti hanno quindi convocato i proprietari delle armi che erano destinate alla rottamazione che hanno disconosciuto la firma apposta alle attestazioni di cessione gratuita dell’arma, certificandone, di fatto, la falsità.
La testimonianza dei proprietari delle armi destinate alla distruzione, che non hanno riconosciuto le loro firme, è stata un’ulteriore prova della alla condotta penalmente rilevante dell’ex poliziotto.

 
 
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