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Sulla dignità
del lavoratore

domenica 22 luglio 2018, 09:55   L'Opinione  

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di Nicolò Benfante

In questi giorni, ho avuto modo di leggere quel decreto legge, appena pubblicato, noto come “Decreto Dignità”, che ha introdotto disposizioni per contrastare fenomeni di crescente precarizzazione in ambito lavorativo. Addirittura si è dovuta “palesare” la straordinaria necessità ed urgenza per attivare con immediatezza misure a tutela della dignità dei lavoratori e delle imprese.
Non entro in merito e tantomeno nella disamina di tale decreto, ma mi soffermo a rilevare, come primo acchito, che nessuno e sottolineo nessuno dovrebbe abusare del concetto di dignità del lavoratore.
Non ho ben compreso, tra l’altro, se occorre dignità a scrivere un simil decreto oppure a leggerlo.
Già, perché una “governance” attuale filo-populista anziché creare prospettive di lavoro o ricercare delle strategie per interagire nel mercato occupazionale, preferisce depotenziare il lavoro attraverso quel fenomeno assistenzialista noto a tutti come il reddito di cittadinanza. Presumo come penso che siffatto decreto dignità non sortirà un valido effetto per il mondo del precariato, anzi si creeranno ulteriori sacche di disoccupati/precari in particolare per i giovani che baratteranno l’alternativa con l’emigrazione.
D’altronde l’attuale governo ha scelto di occuparsi del flusso di migranti che arrivano nelle nostre coste quale evento/fenomeno politico a costo zero, ignorando del tutto i nostri giovani che abbandonano il proprio paese perché non intravedono alcuna speranza lavorativa nella propria terra.
Il vero “vulnus” politico per il nostro paese è l’Economia!
La demografia seguirà l’economia, con un Mezzogiorno in doppia crisi. Il declino demografico che assistiamo quotidianamente e repentinamente, si accompagna infatti all’invecchiamento della popolazione, con il diradamento della popolazione giovanile che diventa quasi invisibile in alcune aree della nostra isola.
E’ notizia recente dell’accordo commerciale tra Tokio e l’Unione Europea (U.E),  questo significherà per il nostro paese un processo di  “inglobalizzazione” ossia saremo incorporati ed attratti da stati che regolamenteranno le nostri sorti economiche. Il Giappone a distanza di appena trent’anni si appresta a divenire nuovamente il leader mondiale economico, grazie ad una politica interna di rigore, efficienza, competenza, conoscenza ed organizzazione di sistema.
Fino a quando avremo a che fare con una politica becera che governa il nostro paese attraverso un sistema di natura clientelare a bassa istruzione promettendo assistenzialismo tramite pseudo posti di lavoro a tempo sempre più determinato, non tuteliamo ma ritengo che offendiamo l’uomo nella sua dignità in primis di cittadino e poi di lavoratore.
Entrando in punta di piedi nel processo micro-economico, non posso non riportare la notizia che circola in questi giorni, vale dire di un ulteriore e nuovo avviso di selezione pubblica per la realizzazione di una graduatoria finalizzata all’assunzione di 21 operatori ecologici tramite la società multiservizi AMB SPA.
La società in house del comune risulta affidataria del servizio gestione rifiuti del territorio di Bagheria. A tal fine cito testualmente quanto riportato dal Sindaco “Vogliamo incrementare la dotazione di personale, siamo consapevoli che il servizio è deficitario rispetto al decoro e allo spazzamento ma il comune non può assumere. Per questo, e per altre ragioni che abbiamo spiegato più volte, la scelta di creare la società multiservizi. La Amb è la soluzione ideale per la nostra città. Assumeremo il personale che serve per migliorare i servizi e incrementeremo la differenziata per lavorare sulla riduzione dei rifiuti a monte. La nostra amministrazione ha dovuto risolvere tutti i problemi lasciati da politiche fallimentari. Abbiamo fatto un avviso pubblico rivolto alla intera platea di disoccupati. C’è chi strumentalizza politicamente la Amb ma ritengo che se riusciremo a non aumentare i costi del servizio, a migliorare il servizio e a dare risposte occupazionali avremo completato il lavoro che i cittadini ci hanno chiesto di fare. Ai ciarlatani lasciamo le chiacchiere che la città conosce bene, noi vogliamo concentrarci solo sui fatti e anche questa volta ci impegneremo a farcela. Altri operatori troveranno lavoro e il servizio migliorerà”.
Dopo queste affermazioni, a dir poco aleatorie e contraddittorie, volevo riportare l’attenzione su alcuni spunti di rilievo che mi pongo alla luce di quanto predetto;

  • Che fine ha fatto il Coinres ? Siamo fuori dal Consorzio rifiuti o continueremo a pagare per il servizio ?
  • Perché il comune non può assumere personale ? Ma non eravamo fuori dal dissesto ?
  • Ma la AMB multiservizi SPA con una propria ed identificata personalità giuridica, con socio unico il comune di Bagheria e capitale di € 100.000,00 (eurocentomila/00) rappresenta una partecipata o in gergo una conglobata dell’ente?
  • La società AMB servizi costituita in data 04/05/2017, come da Registro delle imprese, risulta attiva a partire dal 23/04/2018, dato che la società ad oggi non ha mai operato, quali sono le fonti di copertura per pagare le figure previste da bando selezione ?
  • Ma il ruolo dei rifiuti lo continua ad emettere sempre il Comune ? e la società si occuperà della gestione del servizio ?
  • In una fase di dissesto, acuta e perenne come Bagheria, senza programmazione postuma, si può affidare a terzi la gestione del servizio di cui all’avviso anzidetto ?
  • Si parla di incrementare la differenziata, ma se siamo stati dichiarati comune a rischio perché non rispettiamo le percentuali minime previste, di quale incremento parliamo ?
  • Sui dati della raccolta differenziata, vostro cavallo di battaglia in questi anni di gestione, forse si evince un comportamento elusivo ?

A parte questi brevi interrogativi di cui non mi aspetto alcuna risposta come sempre, evidenzio che per poter parlare e creare occupazione servono servizi per l’impiego; per fare della propaganda politica occorre una seria, certa credibile e valida programmazione oltre che una efficiente competenza, il resto è Nulla.

 

 
 
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