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Bagheria. Al geosito Arco azzurro il libro di Francesca Varagona. L’intervista

sabato 11 agosto 2018, 11:16   Cultura  

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di Camillo Scaduto

Sarà presentata oggi, a partire dalle ore 19, la raccolta di racconti di Francesca Varagona, dal titolo “Il tempo sospeso” (Edizioni Terra marique).L’evento, organizzato dalla Libreria Interno 95 di Bagheria, in collaborazione con il sito specializzato Lucialibri.it, si terrà nella cornice del Geosito Arco Azzurro di Mongerbino, con ingresso (ovviamente) libero.
Bagherese, ma da anni residente a Bologna, dove insegna, Francesca Varagona avrebbe potuto benissimo scegliere, per questa sua opera, la strada certamente più agevole ed ovvia del romanzo, con un’unica trama principale retta da tanti piccoli episodi. Ed, invece, l’autrice ha preferito cimentarsi con i racconti brevi, che ovviamente si legano tra loro, ma che possono essere letti benissimo in modo del tutto autonomo. Al lettore, come sempre, il compito di trovare i tanti link che collegano le varie storie.
Da sempre appassionata di letteratura e filosofia, Francesca Varagona ha voluto raccogliere in questa sua antologia personaggi più o meno immaginari, chiamati a fare da comprimari al tempo. Un tempo che per definizione scorre, ma che, ci ricorda l’autrice in questa intervista, talvolta può rimanere sospeso.

Perché questo tempo è sospeso?
“Il tempo – spiega l’autrice – così come i volti che animano i racconti, non è compiuto, ma sospeso, ma solo per quanti saranno in grado di trovare il modo – e talvolta persino il coraggio – di staccarsi dalla folle corsa che ciascuno di noi ingaggia tutti i giorni con un immaginario, ma non meno agguerrito, avversario di turno”. “Una gara – continua – che ci distoglie da ciò che veramente conta e che con il suo continuo susseguirsi non ci dà modo di beneficiare di un momento di riflessione o di meditazione. Che è, invece, fondamentale per noi, se vogliamo recuperare i pezzi importanti della nostra esistenza. ”

Detta così, si potrebbe pensare ad una rassegna intrisa di delusione e persino di rammarico
“Tutt’altro. Ne “Il tempo sospeso” gli sguardi e le frasi mai dette o attese invano, rendono protagoniste, perché prive di rammarichi, persone vere, che sognano ed utilizzano i propri sentimenti per rimanere attaccate alla realtà, senza farsi sopraffare dalle eventuali delusioni o dalle inquietudini. Ciò che non si è potuto o voluto realizzare può, semmai, costituire un’opportunità imperdibile per scegliere percorsi migliori.”

Nel tuo libro c’è un ricordo bellissimo dei luoghi della sua infanzia, che ancora oggi tu frequenti ogni estate
“Sì, la mia antologia si chiude con il racconto intitolato, appunto, “Il tempo sospeso”, in uno scenario mozzafiato, con il nostro mare che rende l’aria salmastra e ci regala un profumo così unico, che vorremmo portarlo via con noi. Per fortuna non si può e questo ci impone di ritornare per potere respirare, ogni volta che si può, questa atmosfera in cui tutto sembra, appunto, sospeso. Fermarsi qui – dove per “qui” intendo il luogo ove ciascuno di noi ritrova se stesso – ed essere in grado di archiviare tutto il resto, anche per abbandonarsi al dolce ricordo dei propri momenti, secondo me potrà aiutare tutti a lasciare, finalmente, il turbinio del quotidiano e a vedere, con serenità tutte queste istantanee che compongono la nostra vita”.

Questo libro sta avendo un buon successo. Stai pensando di tornare in libreria, magari con un romanzo?
“Beh, intanto, anche per essere coerente, sospendo tutto e mi godo questo momento. Sì, credo che il libro stia avendo un certo seguito. L’ho già presentato a Bologna, oggi pomeriggio farò lo stesso al Geosito e forse, rientrata a casa, parteciperò anche ad altri eventi. In realtà, da anni coltivavo il desiderio di dare, con una raccolta, un senso a tutte queste storie e, visto che ci sono riuscita, mi limito a godermi questo momento di condivisione con i miei lettori, senza fare molti progetti per il futuro. Certo, è chiaro che l’idea di scrivere un romanzo mi alletta molto. Vedremo, ma nel frattempo, la cosa più importante è, ripeto, sospendere tutto e ringraziare quanti mi danno la gioia di leggere le mie storie e di conoscere i miei personaggi.”

 
 
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