f Chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco dopo le accuse di Laura Picciurro | LaVoceDiBagheria.it

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria | LaVoceDiBagheria.it
Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria. Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco dopo le accuse di Laura Picciurro

sabato 22 settembre 2018, 16:10   Attualità, Cronaca  

Letture: 20.160

La Procura di Termini Imerese ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque. La notizia è stata diffusa dal sito livesicilia.Il promo cittadino è accusato di abuso d’ufficio e mobbing nei confronti di una dirigente del settore Lavori pubblici del Comune Laura Picciurro.
Il gip del Tribunale termitano ha fissato l’udienza preliminare per il 13 dicembre.
Insieme al sindaco dovranno comparire anche il vicesindaco Fabio Atanasio e l’ex assessore all’Urbanistica Luca Tripoli, oltre che il segretario generale del Comune Eugenio Alessi, che nel frattempo è tornato al comune di Caltanissetta.
Secondo l’accusa Picciurro sarebbe stata vittima di  “reiterati comportamenti e provvedimenti posti in essere per finalità ritorsive e persecutorie preordinati al fine di umiliare, vessare, emarginare e penalizzare il dirigente”. Parole contenute nell’avviso di conclusione di una indagine partita da un esposto della dirigente, assistita dagli avvocati Nino Caleca e Giacomo Aiello. Dal marzo del 2015, la dirigente fu oggetto di tredici contestazioni.
Laura Picciurro raccontò di essere stata “mobbizzata” e punita con la sospensione dal servizio per motivi disciplinari con contestuale sospensione dello stipendio.
Il provvedimento venne ritenuto illegittimo dal Tribunale del lavoro di Palermo, che condannò il Comune a reintegrare la Picciurro e a pagarle i 93mila euro di stipendi non percepiti.
Contro quella sentenza ha fatto ricorso il Comune di Bagheria ma la Corte d’Appello, che ha confermato il primo giudizio, ha compensato metà delle spese riguardanti il giudizio di primo grado, condannando quindi l’ente al pagamento di altri mille euro, a cui si aggiungono altri tremila euro per il secondo pronunciamento.

 

 
 
© Riproduzione riservata

 

 

 

 

Commenta l'articolo

Commentando questo articolo accetti le nostre regole e le nostre condizioni.