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Termini Imerese. Ciclo delle conferenze dedicate a Giuseppe Patiri. 8° incontro

lunedì 28 Gennaio 2019, 20:21   Cultura  

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di Giuseppe Longo

Per celebrare il 210° anniversario della morte di Giuseppe Ciprì (1743-1809) il fondatore della Biblioteca Liciniana (1), si terrà a Termini Imerese martedì 29 gennaio 2019 alle ore 9.00 presso la Biblioteca Comunale, la conferenza commemorativa a ricordo dell’illustre sacerdote, animatore nel XVIII sec. della cultura termitana. L’evento è inserito nel contesto del ciclo delle conferenze dedicate al paletnologo ed etnologo, Giuseppe Patiri.Biblioteca Comunale Liciniana “Giuseppe Ciprì”, via Garibaldi 24 Termini Imerese.
Programma

Relatori:
Dott.ssa Claudia Raimondo (Direttrice della Biblioteca Comunale Liciniana, già “Giuseppe Ciprì” di Termini Imerese) “La figura del sacerdote Giuseppe Ciprì
Gen. Mario Piraino (Storico) “Il Carnevale Termitano, impressioni, riflessioni, proponimenti
Christian Pancaro (Studioso di Tradizioni Popolari) “Carnevale in Sicilia tra tradizione e trasformazione
Modera: Dott. Sergio Merlino D’Amore (Promotore dell’Archeoclub d’Italia sede di Termini Imerese)

Sarà presente:
Avv. Francesco Giunta (Sindaco della città di Termini Imerese)
Prof.ssa Rosa Lo Bianco (Assessore alla Scuola Pubblica)

(1) La Biblioteca fu istituita il 17 maggio del 1800, su iniziativa del Sacerdote Giuseppe Ciprì (1743-1809) e, successivamente, chiamata “Liciniana”, dallo pseudonimo di Mopso Licinio che egli stesso aveva scelto entrando nell’Accademia Euracea. Giuseppe Ciprì, animatore della cultura termitana, costituì il primo fondo con i volumi della propria raccolta di libri, spinto dalla necessità di istituire una biblioteca che potesse soddisfare quell’amore per lo studio che sentiva ancora limitato e riservato ad una schiera di eletti.
Da allora, seguirono altre donazioni: quella dell’Arciprete Daidone, che sin dal 1758 aveva lasciato al clero di Termini la propria raccolta libraria, per deliberazione dell’Arciprete del tempo, che la assegnò alla Liciniana.
Inoltre, la Biblioteca si arricchì dei testi dello storico Nicolò Palmeri, del Maggiore Salvatore Drago, di Antonio Gargotta, e dei lasciti del Barone De Michele di Villaurea e di Liborio Arrigo. Negli ultimi anni, importanti donazioni sono state effettuate dalle famiglie dell’Avv. Agostino Di Lisi e del Prof. Giuseppe Navarra. Del patrimonio librario fanno parte anche 4.500 volumi provenienti dalla Biblioteca del Convento di San Martino delle Scale.
Numerosi sono i manoscritti di termitani illustri come Paolo Balsamo, Nicolò Palmeri, Baldassare Romano, Rosina Salvo, Francesco Coppola, Antonino La Manna, Gregorio Ugdulena, Girolamo Sceusa e di tanti altri, nonché i volumi degli atti dell’Accademia Euracea.
La Biblioteca custodisce, in convenzione di deposito, documentazione relativa a monasteri e corporazioni religiose soppresse di Caccamo, Caltavuturo, Montemaggiore Belsito, Sclafani e Termini Imerese, esistenti tra il XVI ed il XIX secolo. Gli atti riguardanti le corporazioni di Termini Imerese costituiscono il fondo più consistente ed omogeneo.
Tale documentazione, oltre a testimoniare l’attività patrimoniale e la gestione fondiaria dei vari monasteri, fornisce elementi preziosi non solo per la storia degli stessi enti ma anche per quella del territorio in cui essi hanno operato, sia sotto il profilo giuridico sia sotto il profilo socio-economico. La Biblioteca custodisce anche pergamene dei sec. XIV-XVII, contenenti vari privilegi concessi alla città da sovrani Aragonesi e Pontefici, riguardanti fiere e feste; l’esenzione dalla dogana, dalla gabella, dall’ancoraggio e dalla decima; nonché lo jus lignandi; l’atto di restituzione del Monte San Calogero, di cui si era impossessato Caccamo; il titolo di Civitas Splendidissima, attribuito da Re Ferdinando nel 1499; il patronato di alcune chiese; il condono ai cittadini dei debiti civili sotto 30 onze; l’adorazione delle reliquie del Beato Agostino Novello. Importanti incunaboli, cinque centine ed una ricca collezione di scritti autografi di notevole interesse storico e letterario, materiale cartaceo che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore.
La documentazione custodita nei locali della Biblioteca comprende, infine, parte dell’archivio storico comunale tra cui gli Atti dei Giurati di Termini Imerese (XVI-XIX sec.), gli Atti del Consiglio Civico (XIX-XX sec.) e gli Atti del Decurionato (XIX sec.) nonché bandi, ordinanze, libri di conto, registri di lettere e consulte e corrispondenza varia.
Il fondatore volle che la biblioteca fosse autonoma ed amministrata da una Deputazione presieduta dall’Arciprete pro-tempore, dal Barone Di Michele di Villaurea e dal Sindaco. Il bibliotecario era scelto tra i Sacerdoti Termitani.
La Biblioteca, inizialmente, ebbe sede nel Collegio della Compagnia di Gesù, e successivamente, nel 1952, fu trasferita nell’edificio che ospita il Monastero di Santa Chiara. Con il trascorrere degli anni e l’affievolirsi dei cespiti, l’amministrazione comunale, allo scopo di evitare la chiusura dell’antica Istituzione, d’intesa con l’Arciprete e le competenti autorità, con deliberazione del Consiglio Comunale del 1968, stabilì di erigerla a Biblioteca comunale.
Oggi la Biblioteca conta circa 100.000 volumi, una emeroteca e materiale non librario come: CD-ROM, VHS, dischi e foto storiche.
Per il materiale scritto e iconografico, si ringrazia la Direttrice della Biblioteca Comunale “Giuseppe Ciprì”, Dott.ssa Claudia Raimondo, nonché il personale tutto per la disponibilità dimostrata.

 
 
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