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mercoledì 15 Luglio 2020

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“Destini che nessuno sa”. Nel 1982, a Mongerbino, filmini hard con bambini

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di Martino Grasso
Nel 1982 in un villino di Mongerbino nel litorale Aspra-Mongerbino, avvenivano abusi sessuali su alcuni bambini che venivano filmati, i filmini venivano poi venduti a pedofili.
E’ uno degli episodi reali e drammatici presenti nel libro “destini che nessuno sa” del poliziotto-romanziere Nicolò Angileri.
Il libro è stato presentato ieri nel salone di villa Aragona-Cutò. Un libro duro, che senza ammiccamenti racconta dei fatti terribili, sui quali è giusto puntare l’attenzione.
Presenti Alessia Sinatra  sostituto procuratore  del Tribunale di Palermo, Angela Ruvolo psicologa giuridica, Filippa Dolce giornalista e speaker radiofonica, Roberto Sardina che ha letto alcuni passaggi del libro.
Ha moderato l’incontro Domenico Barone, ispettore capo della polizia di Bagheria e criminologo che ha sottolineato l’importanza della denuncia combattendo l’omertà.
Per il comune c’erano anche Caterina Vigilia e il sindaco Vincenzo Lo Meo.
Le drammatiche pagine legate agli abusi che venivano consumati a Mongerbino, sono state lette da Roberto Sardina.
Il libro prende spunto dai fatti di pedofilia degli anni ‘90 a Ballarò.
In quell’occasione vennero arrestate 7 persone, perché ritenute responsabili di abusi effettuati su 40 bambini dai 7 ai 10 anni del quartiere. Tutti vennero condannati.
E’ stato ricordato che tutto quello che viene raccontato è vero. Veramente accaduto.
Filippa Dolce ha sottolineato il linguaggio, particolarmente duro, ma reale.
La psicologa Ruvolo ha puntato l’attenzione sull’importanza che il libro riveste perché “la memoria può resistere ai processi all’oblìo”.
Molto intenso l’intervento del sostituto procuratore Alessia Sinastra, che si è occupata in prima persona del processo a carico dei pedofili di Ballarò.
“Ciò che colpisce -ha detto-  è anche l’assenza delle famiglie e il silenzio delle mamme e a volte anche lo’atteggiamento di sudditanza nei confronti dei pedofili che salutavano, quando passavano davanti alle gabbie. Siamo stati costretti a fare testimoniare i bambini al Tribunale con tutto ciò che questo comporta”.
Nicolò Angileri, nel suo intervento, ha tenuto a ribadire che “purtroppo tutto quello che è stato scritto è reale. E fa pensare che queste storie siano accadute anche qui vicino, come appunto a Mongerbino.
L’ho scritto per questi bambini il cui destino. L’ho fatto per Giannino, uno dei protagonisti, ma per i tanti Giannino, di cui nessuno saprà nulla”.
 

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