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mercoledì 27 Maggio 2020

mercoledì 27 Maggio 2020

Bagheria. “S” pubblica un’inchiesta con i verbali della vicenda del Coinres

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coinres inchiesta SE’ un inchiesta impietosa quella che il periodico S (in edicola da ieri) pubblica sulle vicende del Coinres che hanno portato all’arresto di Antonino Di Bella e di Diego Lo Paro (agli arresti domiciliari).
Da quello che scrive l’autore, Riccardo Lo Verso, tutto nasce dalle dichiarazioni del 2010 di Onofrio Prestigiacomo, collaboratore di giustizia della famiglia di Bagheria.

Prestigiacomo dichiara a verbale che Di Bella era a vicino a Pino Scaduto (condannato e considerato capomafia di Bagheria). “Camminavano sempre insieme -dice Prestigiacomo- Di Bella metteva a disposizione il furgone della nettezza urbana”. Prestigiacomo dice anche che il motorino con cui Scaduto andava a Palermo per incontrare alcuni capimafia come Benedetto Capizzi, Giovanni D’Agati e Salvatore Adelfio, era di Di Bella.
I militari mettono delle microspie nel carcere di Cuneo, dove è Scaduto e ascoltano tutte le conversazioni con il figlio.

Nelle intercettazioni si parla di “piccioli” e di affari.

Secondo i carabinieri, Di Bella era sorvegliante al Coinres ma di fatto al comando del Consorzio che si occupa della raccolta dei rifiuti in 22 comuni della provincia di Palermo.
Nell’inchiesta del giornale, si fa riferimento ad imprenditori che avrebbero pagato delle somme a Di Bella. I carabinieri ne avrebbero individuato almeno uno che ha dichiarato di avere versato mille euro.

I militari scrivono che al Coinres Di Bella faceva il bello e il cattivo tempo. Dalle intercettazioni esce fuori anche il nome dell’ex sindaco Biagio Sciortino, secondo cui le decisioni le faceva dipendete da Di Bella.

Riportiamo le dichiarazioni che l’ex sindaco Sciortino, ci ha rilasciato qualche qualche giorno fa, sulla vicenda: ” “io queste persone le ho trovate lì, non le ho certamente assunte io. Non sono mai stato minacciato, e non ho mai subito pressioni. Per il controllo c’erano e ci sono gli uffici preposti. Non sono stato chiamato dagli inquirenti ma se mi chiamano dico questo. Non ho nulla da temere.”

Infine al Coinres ci sarebbe stato un controllo “allegro” dei fogli di presenza. 15 sono gli indagati, ma nessuno avrebbe ricevuto nessuno sarebbe indagato.

 

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