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Sarebbe la bagherese Claudia La Rocca a squarciare un velo sulle firme false

domenica 13 Novembre 2016, 21:16   Politica  

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Sarebbe la deputata Claudia La Rocca, residente a Bagheria, la teste che avrebbe iniziato a collaborare con la Procura di Palermo, in merito alle firme false, per la presentazione della lista del movimento 5 stelle alle elezioni amministrative di Palermo.
A renderlo noto è il quotidiano La Repubblica con un articolo a firma Emanuele Lauria. Ma anche l’agenzia Ansa rilancia la notizia.
Secondo il quotidiano la deputata regionale M5S, ha deciso “nei giorni scorsi di dire ai magistrati tutto quel che sa. E lo ha fatto confessando di avere partecipato alla contraffazione delle sottoscrizioni. In primis, dunque, autoaccusandosi. Lo ha fatto per rispondere a quell’appello di Grillo (“Chi sa, parli”) che invece altri, nel Movimento, non avrebbero rispettato.
La Rocca, con la sua deposizione, ha voluto sottolineare quello che dice il leader, pubblicamente e no: il fatto in sé, la falsificazione o, meglio, la ricopiatura delle firme utili per la presentazione delle liste alle amministrative del 2012 non è un reato grave ma una sciocchezza.”
Pare che ci sia un altro attivista che ha già cominciato a collaborare e mentre si attende che alcuni dei protagonisti di questa vicenda siano sentiti dai pm di Palermo.
Su Facebook, sono fioccati alcuni commenti sulla vicenda.
L’attivista Vincenzo Calarca, commenta: “Gesto di straordinaria responsabilità”. Per Dario Favatella: “donna con le palle. Massimo rispetto per Claudia”.
Santi Ventura: “Claudia, non sei una pentita ma un esempio, brava”.
Critico Antonello Ciccarello: “il fatto che le firme siano state ricopiate (anche se in sé può essere considerato come una sciocchezza) è comunque un reato. Come ha detto Grillo, è grave il fatto che si sia fatto finta di niente e che, a oggi, gli attivisti e i parlamentari coinvolti neghino il fatto anche di fronte a prove schiaccianti”. “Confessione quanto meno tardiva”, dice invece Loredana Di Maria.

 

 
 
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