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mercoledì 3 Giugno 2020

mercoledì 3 Giugno 2020

Ergastolo confermato per Francesco La Russa che uccise a Trabia 2 persone fra cui un bagherese

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di Federica Colletta

È stata confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo la condanna all’ergastolo nei confronti di Francesco La Russa, l’uomo che il 18 settembre del 2015 uccise nella cava Giardinello a Trabia, il bagherese Giovanni Sorci, capo cantiere, di 56 anni e  e Gianluca Grimaldi, 39 anni, direttore tecnico.
La Russa avrebbe compiuto il duplice omicidio  perché era stato licenziato ingiustamente ed era in gravi difficoltà economiche. Sarebbe questo il movente che avrebbe armato la mano dell’uomo. L’imputato riteneva le due vittime responsabili del suo licenziamento. In realtà, non si trattava di licenziamento ma di mobilità, tanto che continuava a percepire una sia pur ridotta mensilità. 
Durante l’udienza sono intervenuti rispettivamente l’avvocato Lo Re, costituitosi parte civile per la famiglia Grimaldi, l’avvocato Antonio Busuito e l’avvocato Rosa Maria Sciortino rispettivamente per la Signorara Sancataldo Benedetta Maria e per i figli Emanuele e Giuseppina Sorci, e gli avvocati Sanfilippo e Sorgi per la difesa dell’imputato La Russa. 
L’avvocato Sciortino, durante la sua difesa, ha concluso la sua discussione leggendo parte delle lettera scritta dalla figlia di Giovanni Sorci, Giusi, che ha provato a tradurre per iscritto quel dolore che la perdita immensa ha provocato ad entrambe le famiglie. Scrive,  rivolgendosi alla Corte: “il dolore per la morte di mio padre è indefinibile e inspiegabile perché è avvenuta in un modo barbaro e spietato, in circostanze talmente lontane dalla nostra famiglia da rendere questa perdita tutt’oggi inaccettabile. Mio padre non era un delinquente, non aveva nulla a che fare con questa brutalità, era solo un uomo che stava lavorando, che, come ogni persona onesta, si era svegliata per andare a lavoro ma che non è più tornata. (…) Mi chiedo, cosa prova (n.d.r. l’imputato) adesso nel sapere  che dietro il suo capocantiere che ha ucciso brutalmente ci sono una moglie che ha vissuto con mio padre per 40 anni a cui è stata tolta la possibilità di invecchiare insieme e di godersi tutto quello che hanno costruito insieme con tanti sacrifici, ci sono due figli, cresciuti con l’amore smisurato di un padre, c’è una famiglia a cui è stato rubato il proprio destino e che ha perso quel senso di sicurezza e di fiducia nel bene che purtroppo non riacquisterà più.”

 

 

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