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Bagheria. Amenta del Pd: “nessuna consultazione democratica. Candidature piovute dall’alto”

lunedì 29 gennaio 2018, 13:48   Attualità  

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Anche il Pd bagherese critica la scelta delle candidature in vista delle elezioni nazionali del 4 marzo prossimo.
In una nota il segretario cittadino Orazio Amenta, lamenta la mancanza di dialogo con la base.“Questo partito lo abbiamo fondato nella speranza e nella consapevolezza che per costruire buone politiche occorreva dare voce ai cittadini, nella partecipazione e nella trasparenza delle scelte -scrive Amenta- . Così abbiamo fatto per anni, attraverso le primarie e altre forme di consultazione popolare con cui si sono scelti gli organi dirigenti e i rappresentanti istituzionali. Ci possono essere state storture a volte, ma almeno ci abbiamo provato a dare voce a migliaia, milioni di italiani. Così ci sono state autentiche sorprese, perchè il popolo riserva sempre sorprese, e magari sceglie in base ad altri criteri rispetto a chi si chiude nelle stanze oscure dei partiti.”
Per Amenta la partecipazione e la trasparenza nelle scelte sono stati da sempre valori fondativi del Pd.
“Oggi alla vigilia delle elezioni del 4 marzo, registriamo una violazione dei principi fondativi del PD. Le candidature a Camera e Senato del Collegio Bagheria-Madonie, infatti, sono piovute dall’alto senza alcuna forma di “ampia consultazione democratica” prevista dallo Statuto. Abbiamo appreso dai giornali che il segretario Miceli ha dichiarato di avere tenuto un’assemblea a Bagheria, ma è falso, almeno non nella sede del Partito Democratico e non con il coinvolgimento dei suoi iscritti. E se per ampia consultazione democratica si intende una riunione convocata oggi per domani, il 17 gennaio scorso a Scillato tra tutti i segretari di Circolo del Collegio, è giusto dire che i nomi di Mario Cicero (candidato all’uninominale del Senato), Franco Vasta (candidato all’uninominale della camera), Carmelo Miceli (candidato in seconda posizione al proporzionale della Camera), Maria Elena Boschi (candidata in prima posizione al proporzionale della Camera), Davide Faraone (candidato in prima posizione al proporzionale del Senato), non sono stati neppure pronunciati in quella quell’improvvisata assise.”

Amenta continua dicendo che i segretari di circolo hanno chiesto scelte basate sul radicamento e sulla territorialità e sul lavoro quotidiano fatto dalle sezioni locali del Partito.
“Abbiamo ribadito (coro unanime) che il Pd deve ripartire dai circoli, che sono l’unico luogo (quelli che resistono) in cui si discute di problemi da risolvere e non poltrone. In quella sede abbiamo ribadito come ad esempio ci sarebbe piaciuto che al livello provinciale o regionale in questi anni si fosse affrontata, per esempio, la problematica dei rifiuti o dell’acqua nelle sedi di partito, invece di apprendere della scelta di puntare sui termovalorizzatori e sul Ponte sullo Stretto dalla televisione.
Gli unici due nomi che a Scillato diversi Circoli delle Madonie hanno avanzato sono stati Magda Culotta, deputato uscente attuale sindaco di Pollina, e Giuseppe Firrarello, ex sindaco di Gangi; mentre noi come Circolo di Bagheria, in rappresentanza di un comprensorio ben più numeroso delle Madonie che comprende (Villabate, Ficarazzi, Casteldaccia, Santa Flavia e Altavilla) abbiamo sottolineato come tra i cinque posti disponibili almeno uno doveva rappresentare la nostra città. Un fatto non solo numerico, ma anche e soprattutto politico, visto che Bagheria (una delle città più grandi della Sicilia) nel 2019 andrà ad elezioni comunali e occorreva che il partito desse un segnale forte di presenza e di sostegno al Circolo.
Così non è stato, i Circoli non sono stati ascoltati, anzi sono stati umiliati. Pensiamo per esempio al Circolo di Castelbuono, che da anni si contrappone all’attuale sindaco Mario Cicero, che domenica mattina si sono svegliati sapendo che il rappresentante del Pd al Senato è il loro avversario politico.
Ma pensiamo a Bagheria, dove anche stavolta, nelle file degli altri partiti, scenderanno in campo concittadini, mentre il nostro Partito continua volutamente e convintamente a ignorare un comprensorio di 120 mila abitanti. Abbiamo un dubbio: il Pd gioca a perdere?
Rimane profonda amarezza, delusione, sconcerto, per l’ennesimo rospo che dobbiamo ingoiare. Ma noi abbiamo fondato il Partito Democratico e di sicuro non ci arrendiamo a un’idea di partito verticistica, leaderistica, che nega alla base qualsiasi rappresentanza. Siamo abituati a lottare e lo faremo fino alla fine. “Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta”.

 

 
 
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