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Bagheria. Viaggio nella comunità per minori stranieri. Il loro racconto

sabato 27 gennaio 2018, 14:37   Attualità  

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di Martino Grasso

Hanno camminato per giorni interi e attraversato il Mediterraneo a bordo di barche di fortuna per arrivare al loro sogno: l’Italia. I loro racconti sono intrisi di violenza, lacrime e prevaricazione.
Fra i tanti migranti arrivati in Italia ce ne sono alcuni che vivono anche a Bagheria. Sui loro volti adesso si leggono sorrisi ampi e rassicuranti.
Sono dei ragazzi, dai 16 ai 18 anni, accolti nella comunità alloggio per minori stranieri non accompagnati gestita dalla cooperativa di Bagheria “Panta Rei” che si trova in via Dalla Chiesa.
La cooperativa è l’unica che si occupa di minori non accompagnati a Bagheria. Può ospitare un massimo di 10 minori, attualmente ce ne sono 6.  Finora ha accolto, in un anno e mezzo, 17 ragazzi.
Vengono dall’Africa: Gambia, Senegal, Mali e Burkina Faso. 
La comunità esiste da un anno e mezzo. Inizialmente non è stata accolta bene dai residenti della zona. Troppa diffidenza e paura, giocata a colpi di minacce e denunce. Piano piano anche i residenti della zona hanno incominciato ad accogliere questi ragazzi che si sono dimostrati tranquilli e per niente pericolosi.
“Il centro è composto da 4 educatori, un coordinatore, un ausiliario, un mediatore culturale e un avvocato -dice la responsabile Anna Balistreri– le difficoltà sono molte. Per ogni ragazzi ci corrispondono 45 euro, ma spesso non bastano. Quando compiono 18 anni non riceviamo per loro più nulla, ma spesso non ce la sentiamo di abbandonarli, anche perché hanno un percorso di reinserimento in corso.”
La vita quotidiana è scandita da ritmi programmati. Frequentano giornalmente la scuola. Molti seguono un corso di alfabetizzazione alla scuola Buttitta, per imparare l’Italiano. Qualcuno frequenta il “ragioneria” e l’Ipsia, e uno di loro spera di iscriversi ad una scuola di canto.
Nel tempo libero frequentano anche la palestra e raramente si concedono una passeggiata.
Le loro storie sono simili a quelle di tanti altri ragazzi che spesso scappano da realtà tristissime e molto lontane dalle nostre. Barrak è un giovane di 16 anni, Viene dal Gambia. Frequenta l’Ipsia nel settore moda.
Ha raggiunto la Sicilia attraverso una lunga traversata partendo dalla Libia.
E’ in Italia da un anno. Ha pagato 600 euro per essere trasportato a bordo di un barcone che non si sapeva se sarebbe arrivato a destinazione.
Si limita a dire “adesso sono felice”. Ride.
Abdouley detto JC ha 17 anni. Il suo sogno è cantare. Anche lui viene dal Gambia.
Mostra i denti bianchissimi e ridendo dice “voglio diventare un cantante di Ip pop, regge e afro-musicale”.
Bah Omar, 16 anni, originario del Gambia, invece dopo essere stato all’ospedale di Palermo ha deciso di inseguire un sogno: “vorrei fare il  medico”.
I ragazzi parlano del passato e delle loro vite precedenti con molta difficoltà. Per il rischio di aprire delle ferite mai rimarginate. Adesso vogliono solo guardare avanti e pensare al futuro.

 
 
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