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Bagheria. Annullata la concessione edilizia di una villa a Mongerbino

venerdì 2 marzo 2018, 08:49   Attualità  

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E’ stata annullata, in autotutela, la concessione edilizia in sanatoria, dell’edificio che si trova lungo la litoranea Aspra-Mongerbino e che è intestato ai parenti di Carlo Guttadauro.Con un comunicato stampa diffuso dal Comune si sottolinea che gli uffici hanno  dimostrato anche attraverso la documentazione aereofotogrammetrica ed utilizzando anche Google Earth che il fabbricato non risulta esistente, alla data del 31 marzo 2003, data stabilita dalla legge entro la quale si potevano configurare gli abusi.
L’istanza in sanatoria del 14 dicembre 2004 è quindi di fatto, un edificio per civile abitazione ad una elevazione fuori terra muratura portante, tetto e falde inclinate di circa 118 metri quadrati. L’ufficio del condono edilizio ha dunque annullato la concessione edilizia risalente al 2012.
Alla data degli accertamenti, per il Piano Regolatore vigente e per effetto della legge regionale 78/76 articolo 15 l’intervento di costruzione era vietato.
Gli uffici in relazione al procedimento hanno condotto un’istruttoria dettagliata e non sommaria, valutate le norme vigenti e i vincoli apposti sull’area questione.
L’atto di annullamento in autotutela è fondato sull’interesse pubblico, rivolto oltre che alla tutela della legalità violata anche alla tutela e protezione delle aree sottoposto a vincolo di inedificabilità assoluta.
“Ho già chiesto, più volte, di accelerare l’iter per la demolizione di tutti gli edifici abusivi appartenenti o appartenuti a mafiosi per affermare la presenza ed il controllo dello Stato sul territorio. Tutti gli immobili appartenenti alla criminalità devono essere demoliti per primi –dice il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque – Allo stesso modo ho fatto per altri casi simili. Per colpire la mafia si deve colpire il patrimonio attuale. Abbiamo scoperto che tecnici esterni hanno presentato pratiche false difformi a quelle presenti negli uffici comunali e anche su queste stiamo procedendo”.
La vicenda è nata nei mesi scorsi quando il sindaco di Bagheria durante una passeggiata recandosi lungo la strada panoramica aveva notato un cantiere dove erano in atto dei lavori.
Sorpreso perché l’edificio era chiaramente entro i 150 metri dalla battigia, in zona di inedificabilità assoluta, limite ove non è possibile costruire, tornato in municipio, chiese agli uffici del condono e alla polizia municipale di relazionare in merito e scoprì che l’immobile in questione aveva una concessione edilizia in sanatoria.
Contestualmente il sindaco presentò un esposto ai carabinieri e alla Procura per chiedere di verificare i profili di illegittimità sulla concessione edilizia che riguarda l’immobile di proprietà della moglie, che appare donato, nel 2004, con atto notarile, ai figli.
Il sindaco aveva già notato, leggendo la concessione edilizia, che il documento riportava frasi non corrette; nello specifico c’era scritto che l’edificio non si trovava in zona di inedificabilità assoluta.

 
 
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