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Bagheria. Resoconto del viaggio ad Auschwitz degli studenti del Carducci

mercoledì 21 marzo 2018, 09:51   Attualità  

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Pubblichiamo il resoconto di un viaggio effettuato dagli studenti della scuola media Carducci di Bagheria in Polonia nei dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.
“Cosa può spingere un gruppo di ragazzi e ragazze della Carducci a volere fare un viaggio in Polonia, per visitare Auschwitz e Birkenau?
La risposta a questo interrogativo la troviamo in alcune parole annotate da Elena Pecoraro, alunna della classe 3° H su un foglietto di carta in vista di un momento di condivisione dell’esperienza che abbiamo organizzato nella hall dell’albergo Campanile di Breslavia, la sera del 18 marzo 2018, a conclusione di un’esperienza unica, breve ma molto intensa!
“A noi piace molto ridere e scherzare ma, quando serve, bisogna anche essere seri. Bisogna esserlo quando si trattano argomenti delicati, come quello della shoah. Trattare argomenti di questo genere può essere considerato da molti “prematuro” o “inadatto”. Ma per evitare di sbagliare e ricommettere gli stessi errori, bisogna conoscere e comprendere i fenomeni, così da chiarire un po’ le idee e potere testimoniare ai compagni quello che abbiamo visto di persona e non solo letto sui libri”.
16 marzo
Nel pomeriggio siamo partiti da Palermo alla volta di Breslavia con un bel po’ di ritardo… ci hanno accolto piste di atterraggio e strade innevate: un paesaggio così diverso dal nostro che ha per questo suscitato in noi stupore e anche divertimento.
17 marzo
Dopo una notte trascorsa tutt’insieme in allegria, nella mattinata abbiamo visitato il centro storico della città di Cracovia con le sue grandi piazze, il quartiere ebraico, il ghetto dove sono state girate le scene del famoso film “Schindler’s list”, la collina di Wawel con il suo castello con lo splendido atrio rinascimentale e la cattedrale barocca, dove è stato arcivescovo Papa Woityla. Nel pomeriggio abbiamo visitato la miniera di sale di Wieliczka. Tutti siamo rimasti stupiti dalla originalità e bellezza della natura, come pure dal lavoro dell’uomo. Siamo scesi giù fino a 135 metri sotto terra, contando 800 gradini. Fantastico, anche se per alcuni di noi un po’ inquietante, ma molto intrigante. Abbiamo visto tante sculture in pietra di sale, abbiamo assaggiato il sale dai muri e abbiamo respirato un’aria pulita e purificatrice. Abbiamo visto anche un plastico enorme e spinto un argano, così come erano soliti fare i minatori di un tempo per alzare e trasportare i blocchi di sale! Abbiamo capito come lavoravano e quanto fossero anche religiosi. Abbiamo anche visto dei video e ascoltato leggende sulla miniera. Sensazioni davvero bellissime! Menomale che il ritorno in superficie è stato veloce in ascensore!
18 marzo
Visita ai campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
Vedere con i propri occhi quello che hai visto nei film o studiato sui libri è stato molto, molto emozionante ed intenso. Abbiamo visitato vari “block”. La nostra visita è iniziata leggendo una scritta: “ Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. Abbiamo provato senso di inquietudine e tristezza vedendo tante scarpe, borse, vestitini di neonati e bambini, donne, capelli, quante ciocche di capelli!!! E abbiamo pensato quanta cattiveria umana possa esistere, quanto l’uomo possa essere cinico e crudele. Quante umiliazioni per il popolo ebreo, per gli zingari e gli omosessuali, quanti inganni per raggiungere l’obiettivo di far perdere ai prigionieri la propria identità e dignità. Non esistevano più le persone che venivano chiamate solo “stücke”, ossia pezzi. A tratti, camminando, sembrava quasi di sentire i pianti e le urla di qualcuno…
Abbiamo visitato il block n. 10, quello dell’ospedale, dove venivano effettuati gli esperimenti su bambini, donne e uomini e dove si andava non certo per essere curati… abbiamo visto le camere a gas, i dormitori con letti piccolissimi a castello, dove si dormiva ammassati, le latrine e i forni crematori. Ci sono rimaste impresse particolarmente le tantissime foto con i volti di tutti i prigionieri, uomini, donne e bambini. Si tratta di foto che venivano scattate a chi, appena arrivato ad Auschwitz, ignaro della terribile vita e morte che lo attendeva, veniva “numerato” dopo che, spogliatosi dei propri abiti, aveva dovuto indossare un pigiama a righe. Le foto sembravano tutte uguali o molto simili, erano foto di volti tristi, vuoti e inespressivi. Solo qualche foto invece era più inquietante e per certi versi emblematica della voglia di continuare fino alla fine a sperare in una vita diversa, qualcuno è riuscito a farsi fotografare con una espressione quasi sorridente, come di sfida.
Nel pomeriggio ci siamo trasferiti a Breslavia, città con un caratteristico centro storico e case molto colorate e lì ci siamo ristorati con una buona cioccolata calda. Infine, dopo una giornata molto fredda e gelida (-10 gradi) abbiamo fatto ritorno in hotel. Dopo cena ci siamo riuniti nella hall e abbiamo riflettuto tutti insieme sulle sensazioni ed emozioni forti provate: tristezza, amarezza, compassione, dolore, rabbia. È stato un momento molto arricchente, tutti abbiamo avutola possibilità di esprimere pensieri e riflessioni. Come ha detto qualcuno di noi, stare tutti insieme a confrontarci, insieme alle professoresse Maggiore e Piazza ed insieme alla nostra Preside, ascoltandoci con attenzione è stato anche più bello del tempo che abbiamo trascorso in maniera più goliardica la sera prima giocando nelle nostre stanze. Ci si chiedeva il perché ci sia stato all’epoca tanto silenzio da parte dell’opinione pubblica, come si poteva parlare di razze inferiori e superiori? Non siamo riusciti a trovare risposte, qualcuno di noi ha anche detto che questa esperienza deve servirci a ricordare ma qualcun altro ha aggiunto che purtroppo anche al giorno d’oggi ci sono Stati, come la Siria, dove si consumano violenze e crudeltà contro uomini, donne e bambini inermi che muoiono ogni giorno sotto i bombardamenti nell’assoluto silenzio e disinteresse da parte del mondo.
Questa particolare esperienza che abbiamo scelto di vivere, è stata per tutti noi davvero molto toccante e unica da tanti punti di vista. Per alcuni di noi è stata la prima esperienza all’estero e quindi, anche per questo è stata molto interessante e sicuramente ci ha aiutato a responsabilizzarci. Di sicuro non dimenticheremo mai queste giornate trascorse insieme e siamo grati alla Scuola e ai nostri genitori che ci hanno permesso di vivere un’esperienza così preziosa.”
(alunni e docenti della scuola Carducci)

 

 

 
 
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