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Bagheria. Riaprirà al pubblico, sabato prossimo, l’arco Azzurro a Mongerbino

mercoledì 4 aprile 2018, 09:37   Attualità  

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di Pino Grasso

Fervono i lavori di ripulitura dell’Arco azzurro, meglio conosciuto al grande pubblico come l’arco degli innamorati che sorge sulla costa di Mongerbino da parte dei volontari che lo presenteranno al pubblico dopo la pausa invernale dal prossimo sabato 7 aprile 2018. L’Arco azzurro, geosito di interesse europeo, sarà aperto tutti i sabati e le domeniche e da sabato 2 giugno l’apertura sarà tutti i giorni. I visitatori potranno accedere alla struttura dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 18.30. “Sono molteplici le attività previste per quest’anno – dichiara Pietro Pagano, coordinatore dell’associazione che gestisce il luogo – oltre a yoga, pilates, ginnastica posturale sono previsti anche momenti di animazione e intrattenimento con musica, presentazione di libri e proiezioni di cortometraggi che riguarderanno la costa sempre nel pieno rispetto della natura.  Inoltre stiamo raccogliendo foto del village Magique, di Fosco Maraini e di sposi e fidanzati degli anni Cinquanta con cui allestiremo una mostra”. Era il 30 maggio del 1983, quando uno dei boss di Ciaculli, Nicola Prestifilippo, faceva erigere uno scheletro di cemento che avrebbe deturpato il paesaggio per decenni. Solo dopo varie peripezie burocratiche e l’intervento di amministratori e tecnici esperti, l’ecomostro è stato abbattuto, riqualificando l’arco roccioso ed il panorama circostante. Grazie alle associazioni che lo gestiscono la terrazza sull’Arco azzurro potrà essere visitata pagando un contributo di 2 euro, che serviranno per la gestione, la manutenzione e la pulizia dei luoghi. Lungo il perimetro dell’area sono stati installati cinque pannelli didattici che spiegano oltre la storia del luogo, la geologia dell’arco, la flora e la fauna e l’ambiente marino che lo circonda. L’Arco Azzurro monumento naturale di roccia, è certamente uno degli scorci più suggestivi della costa siciliana, per la sua particolare collocazione e conformazione. Posto ad una quota di 11 metri sul livello del mare sembra delimitare l’azzurro turchino delle acque dal cielo ceruleo di Mongerbino. Un tesoro naturalistico che si può ammirare non soltanto dal mare come avveniva in passato, ma anche via terra dopo che è stato sottratto alla speculazione edilizia del passato. Lo spettacolare monumento di roccia, con i due cigni di roccia sospesi tra cielo e mare è assunto agli onori della cronaca mondiale grazie ad un noto spot di cioccolatini. Dallo scorso anno grazie ad una sinergia tra pubblico e privato, il Comune di Bagheria da una parte ed un’Ats, un’associazione temporanea di scopo dall’altra, formata da diverse associazioni che operano sul territorio da diversi anni come “Natura e Cultura”, “SIGEA”, “LIPU”, “ASD Master” e la Cooperativa “Lavoro e Solidarietà”, si raggiuge percorrendo la strada statale che conduce a capo Mongerbino. Grazie alla convenzione stipulata dal Comune di Bagheria con l’ATS a cui è stata affidata, la gestione dell’area di proprietà comunale, oggi può essere fruito anche dalla terra ferma. Una finestra sul mare che si apre dalla costa di Santa Flavia a quella di Aspra, passando per Capo Mongerbino. L’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’ha inserito tra i siti geologici di maggiore interesse a livello nazionale. Acquistato dal comune bagherese, dopo la confisca alla mafia, il ponte naturale è stato riqualificato con tecniche ed interventi a bassissimo impatto ambientale per preservare l’ecosistema del luogo.

 
 
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