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Bagheria. Lo Galbo si dimette da vicepresidente del consiglio comunale

giovedì 19 aprile 2018, 17:50   Attualità, Politica  

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Il consigliere comunale Maurizio Lo Galbo si  dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio comunale (resta comunque in carica come consigliere comunale). Con una lettera tuona contro l’amministrazione guidata dal sindaco Patrizio Cinque. Di seguito il testo integrale della lettera.“In questi anni, l’attuale amministrazione ci ha abituati purtroppo ad innumerevoli e quanto più spiacevoli vicende, sia politiche che giudiziarie.
In occasione delle quali ho sempre sottolineato l’incoerenza e l’inadeguatezza dimostrata dal Sindaco Cinque e dalla sua maggioranza, nel governare il territorio bagherese.
Più e più volte il Primo cittadino avrebbe dovuto prendere coscienza del proprio fallimento politico e compiere un atto di vera responsabilità, di fronte ai propri cittadini, rassegnando le dimissioni da un incarico che non ha saputo e non ha voluto assolvere con attenzione e coerenza.
Dopo quasi quattro anni di amministrazione comunale, ciò che resta è solo uno scellerato attaccamento alla poltrona, contro ogni logica di governo e contro ogni principio politico, che solo poco tempo addietro era stato il baluardo di una campagna elettorale incentrata su parole quali “trasparenza, coerenza, meritocrazia, legalità e autocoscienza”.
Si…”parole”…perchè di queste convinzioni sono rimaste solo vuote parole che rimbombano nella nostra memoria e di cui l’Amministrazione Cinque ha svuotato di ogni significato, fino al totale stravolgimento del suo programma elettorale.
Lo ha dimostrato anche il Leader pentastellato Luigi Di Maio, che reso edotto delle dinamiche bagheresi, non ha potuto che sconfessare il Sindaco Cinque e prendere le distanze da una amministrazione decadente che, rifiutandosi di mettere fine a questa scellerata attività di governo, si accanisce a tirare il carretto di una disastrosa gestione, ai limiti del grottesco.
La mia nomina, prescelta tra le fila dell’opposizione, avrebbe dovuto assolvere all’esigenza di una rappresentanza democratica all’interno dell’Ufficio di Presidenza.
E rammento l’entusiasmo e la propositiva speranza con cui accolsi tale incarico, fiducioso che avrei ricevuto, da coloro che mi avevano eletto, le prove di una reale volontà di dialogo e cooperazione, nel primario interesse della cittadinanza.
Ma contro ogni aspettativa mi sono trovato davanti ad un Muro di gomma, indifferente ad ogni gesto collaborativo e sordo alle richieste di attenzione sui tempi più scottanti che hanno interessato la nostra comunità.
Diverse poi, le mie denunce di una spudorata e continua violazione dell’art. 41 punto 1 dello Statuto comunale, che nel prescrivere le funzioni dell’Ufficio di Presidenza, evidenzia l’esigenza di una preventiva concertazione dell’organo collegiale sull’organizzazione e attività del Consiglio e delle Commissioni.
In realtà l’Organo è stato convocato solo due volte nell’arco dei quattro anni di consiliatura pentastellata, svilendo del tutto il mio ruolo di Vice Presidente e compromettendo l’equilibrio di governo in regime di giusta democrazia.
Questo modus operandi, volto ad evitare il preventivo controllo e vaglio dell’Ufficio di Presidenza, ha permesso l’approdo in Consiglio comunale di Delibere irregolari ed incomplete, tra cui il Regolamento sull’Abusivismo (bocciato successivamente dagli Organi regionali e statali competenti), la Delibera sulla costituzione della A.M.B. S.p.A. (con parere contrario dei Revisori dei Conti e senza il supporto contabile del Bilancio del 2017) e la Delibera sul Bilancio Consuntivo 2015 (priva del Piano triennale delle opere pubbliche, obbligatorio per legge).
Da anni chiedo, inoltre, a questa amministrazione di installare lo streaming all’interno delle Commissioni consiliari, per garantire una corretta trasparenza ed informazione alla cittadinanza e costantemente mi viene negato.
Non vengono nemmeno resi pubblici in tempo reale, sul sito ufficiale del Comune, i verbali delle Commissioni consiliari, la cui ultima pubblicazione risale a più di quattro mesi addietro.
Queste alcune tra le motivazioni che mi inducono, ad oggi, a prendere con determinazione la decisione di dimettermi, prendendo le distanze da questo modo di fare politica.
Mi spoglio di un ruolo istituzionale, ma sento ancora più forte quella caparbietà di spendermi per il mio territorio, come ho sempre fatto, se non addirittura con maggiore motivazione.”

 

 

 
 
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