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Bagheria. Marito e moglie arrestati per maltrattamenti e violenze sessuali sulla figlia

venerdì 15 giugno 2018, 13:10   Cronaca  

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Nuovo caso di violenza fra le mura domestiche a Bagheria.
Gli agenti del commissariato di polizia di Bagheria hanno arrestato due coniugi, su un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari  del Tribunale di Termini lmerese, Stefania Gallì.In manette sono finiti due coniugi con l’accusa di  maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori, per entrambi, mentre il solo marito dovrà rispondere, anche di violenza sessuale aggravata.
Non sono state rese note le generalità per tutelare la minore vittima delle violenze.
Secondo l’accusa, tutti i reati contestati hanno visto protagonista in negativo, la figlia dei coniugi, oggi 21enne, sin da quando quest’ultima aveva appena 7 anni. 
Le indagini sono state svolte dai poliziotti del commissariato di Bagheria,  su delega del Sostituto Procuratore della Repubblica della Procura di Termini lmerese, Domenica Gallucci ed hanno preso  il via a seguito della denuncia presentata dalla ragazza, presso i locali della Questura di Palermo, quando aveva 18 anni.
In sede di denuncia la giovane aveva riferito di essere stata oggetto delle costanti attenzioni sessuali da parte del padre, sin da quando era giovanissima.
L’uomo, secondo il raccolto della figlia, l’avrebbe costretta, con cadenza quasi giornaliera, a denudarsi e ad avere rapporti.
Alle violenze sessuali sarebbero seguite le percosse, i maltrattamenti e le minacce.
Nel 2016, a seguito della denuncia della ragazza e dopo i primi riscontri ottenuti grazie alle indagini ed all’acquisizione di certificazioni sanitarie, la vittima è stata allontanata dall’abitazione familiare e collocata in idonea struttura protetta, per evitare la commissione di ulteriori condotte criminose in suo danno e per intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Secondo i poliziotti, durante il soggiorno in una comunità della giovane vittima, i suoi genitori ed in particolare la madre, avrebbe tentato, in tutti i modi, di riprendere i contatti, ingenerando nella stessa un fondato timore per la propria incolumità e costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita e di lavoro.

 

 
 
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