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“La banca la mia vita”

giovedì 6 settembre 2018, 10:02   L'Opinione  

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di Toti D’Amico *

‘La banca, la mia vita’, questo scelsi come titolo del mio primo racconto, meglio chiamarlo ‘raccolta di aneddoti’, perché allora, da poco in pensione, mi sembrò quello più adatto a che si comprendesse quali fossero stati e quali ancora fossero i miei sentimenti, le mie malinconie, solo rivedendo nella mia mente i 35 anni vissuti da bancario.

È vero, in questo racconto parlo soprattutto della Cassa di Risparmio, ma perché, l’ho già precisato, quel periodo fu unico per me e per i miei colleghi di allora… eravamo una grande famiglia.
Con ciò non voglio dire che, dopo la fusione col Banco, per noi Sicilcassa, siano stati tempi durissimi, no, diciamo solo… duri. A me, a quei tempi, in particolar modo interessò di instaurare un solido rapporto di amicizia con tutti i nuovi colleghi e credo che, da questo punto di vista, le cose siano andate per il meglio, visto i risultati.
Ma lasciamo stare quel che fu, voglio fare qualche piccola considerazione su ‘la banca oggi’.

Ogni tanto succede che io entri nei locali di quella che fu l’Agenzia di Bagheria della Sicilcassa, ‘ a Cascia o’ Sparagnu’. Bianco, bianco, tutto intorno bianco, quasi come una sala operatoria d’ospedale, pannelli divisori bianchi, porte a vetro e gente seduta, religiosamente silenziosa, in attesa di vedere comparire sul display il numero stampato sul biglietto staccato dall’elimina code. L’elimina code… un aggeggio che oggi ha anche ‘eliminato’ il piacere di assistere a quelle tante dispute, solo dialettiche ma abbastanza accese, su chi fosse il prossimo ad avere il diritto di presentarsi allo sportello. A quei tempi non c’era una coda, o una linea che invitasse il pubblico a rispettare le distanze e la privacy. I clienti stavano tutti ammassati, davanti al bancone e quale privacy! Ognuno poteva vedere e ben vedeva quanto questo o quello versava o prelevava e state tranquilli, mai accadeva che, chi metteva soldi in tasca o nella borsa, uscendo, fosse seguito e derubato… altri tempi, altra e più sensibile delinquenza.

Oggi, se entri in banca e chiedi di parlare con un impiegato, ti si risponde: “ha un appuntamento?” ‘e chi è dutturi?’ Inoltre, vi è mai successo di vedere una persona anziana intenta a pigiare sulla tastiera del bancomat, cercando di leggere le indicazioni che compaiono sul display e, imprecando, aspetta che la sua carta esca e quindi, stanco, senza soldi, se ne va, continuando ad inveire contro la banca e anche contro i suoi dipendenti.

E gli operatori di sportello e quella bella e autorevole figura del ‘cassiere’, che fine hanno fatto?
Agli sportelli non c’è quasi più nessuno, il cassiere è stato cancellato, gli altri operatori di sportello sono in via d’estinzione, questa è la politica delle banche: i clienti, tutti, giovani, anziani, vecchi… tutti, ripeto, devono servirsi autonomamente dei sistemi evoluti messi a loro disposizione.
Sì, è vero, si può fare di tutto e magari, fra qualche anno, o anche prima, si potrà prendere un caffè, fare colazione, consumare un panino e perché no? Fare la pipì e lavarsi le mani.

Scherzo, ma quella del lavabo non sarebbe una cattiva idea, la carta moneta, i soldi sono quanto di più sporco ci possa essere, sotto ogni punto di vista.

*ex bancario… cassiere per la precisione

 
 
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