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“L’utopia del cambiamento”

martedì 9 ottobre 2018, 15:47   L'Opinione  

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di Nicolò Benfante

Ho sempre pensato che il benessere del proprio paese dipenda sia dal fattore produttivo-economico, quanto dalla sua ubicazione territoriale, dalla bellezza dei suoi monumenti, dalla propria storia/cultura, dall’eleganza del comportamento dei suoi cittadini.

Deludente constatare come la Mia città, offrendo o forse avendo offerto nel passato queste caratteristiche, è stata investita dai sintomi di una decadenza politico-economica, che potrebbero seriamente minare la democrazia.
Tra pochi mesi nella nostra città, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dell’organo politico-amministrativo, e ciò che constato sul nascere, per il nostro paese, non lascia presagire nulla di buono.

Lo tsunami populista intriso di quel mix tra ignoranza ed arroganza, preoccupa seriamente per l’esaurimento della potenzialità della democrazia, compromettendo di fatto gli equilibri tra società e Stato.
Tale fenomeno, a cui stiamo assistendo, nasce da un errore di sistema o cigno nero (in gergo finanziario), caratterizzato dall’assenza dei partiti che rappresenta quel gap o punto debole che ha permesso a tutti indistintamente di poter coronare quel sogno americano che consente l’accesso al potere.

Appunto l’assenza dei partiti e dei suoi laboratori ha esaurito ed esautorato il compito di mero controllo tra la società e le istituzioni.
Oggi non esistono più le scuole di pensiero, i laboratori politici, le segreterie di partito, ma si assiste inesorabilmente al declino dell’arte della politica attraverso dei sistemi sociali improvvisati e volatili capaci di giungere al potere senza alcuna preparazione politica o addirittura definiti dei veri e propri vuoti a perdere.

Crediamo ancora che possa avvenire un cambiamento?
Oggi più che mai abbiamo il dovere ed il senso civico di crederCi per porre fine a questo scempio; l’eccesso di medietà ha di fatto squilibrato il sistema e decretato il fallimento di un intero paese; la carenza di competenze, l’assenza di capacità tecniche, l’emigrazione di professionalità specifiche, i continui tagli sulla ricerca, le università ridotte a parcheggi post-diploma, hanno di fatto accresciuto lo sconforto e la disillusione dei giovani che vivono la quotidiana caducità della vita.

Crediamo che possa esistere il cambiamento ?
Valutiamo attentamente i programmi che vengono stilati dai probabili candidati che si professano e si celano nelle forze “civiche”; siamo oramai maturi per ascoltare le illusioni dal libro dei sogni;
Diffidiamo del passato politico quale comparazione del “nuovo” che avanza;
Concentriamo la nostra attenzione sulla reale priorità dei nostri bisogni;

Pretendere la Verità dei fatti, la Certezza dei contenuti, la Trasparenza, la Legittimità degli atti, la Coerenza tra persone, l’Etica politica, E’ UTOPIA?
Abbiamo impegnato il futuro dei nostri figli, ridiamo Loro un senso per ritornare a vivere nella propria città.
Assicuriamo quantomeno i servizi essenziali; garantiamogli un’apertura di dialogo e confronto con le istituzioni locali; facciamo rivivere le bellezze del nostro territorio; riappropriamoCi della nostra città; ripristiniamo l’eleganza del comportamento.
Se tutto questo può sembrare di difficile attuazione, consentiteMi, quantomeno, di non perdere la speranza di coronare l’Utopia del cambiamento.

 
 
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