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Bagheria. Bilancio delle cave in amministrazione giudiziaria. Fatturato annuo di 8 milioni di euro

giovedì 20 Dicembre 2018, 09:13   Attualità  

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di Martino Grasso

Godono di ottima salute le 4 cave gestite da un’amministrazione giudiziaria, che fanno parte della confisca, non ancora definitiva, a carico di Salvatore Buttitta.Oltre alla cava Consona, che sorge a Bagheria, ci sono anche altri tre impianti: Giardinello a Trabia, Valle Rena ad Altofonte e Casachella a Bolognetta, quest’ultimo riattivata dopo venticinque anni.
Ieri mattina i due amministratori giudiziari, Virgilio Bellomo e Antonio Lo Mauro, hanno fatto il bilancio dell’attività, in occasione delle feste natalizie, nella struttura che sorge a monte Consona, che sovrasta la città di Bagheria.
E’ stata anche fatta brillare una carica esplosiva, di circa 900 chilogrammi, a scopo dimostrativo.
All’evento ha preso parte anche il sindaco di Altofonte Angela De Luca. Le quattro cave vennero sequestrate nel 2007 e confiscate, in maniera non definitiva, nel 2015.
Garantiscono l’occupazione di 62 dipendenti, 13 dei quali assunti di recente in maniera definitiva con un contratto a tempo indeterminato.
Le cave hanno un fatturato annuo di circa 8 milioni di euro: la cava Consona, una fra le più grandi, fattura 2 milioni e 200 mila euro. Nella cava bagherese lavorano 13 dipendenti. Vengono estratti inerti per l’edilizia.
Sono molti anche i piccoli imprenditori che si rivolgono ogni giorno all’impianto bagherese.
“Negli ultimi anni abbiamo conseguito risultati positivi di gestione -sottolineano l’ingegnere Virgilio Bellomo-, incrementato il fatturato e l’occupazione nelle aziende del gruppo. Sono stati di recente effettuati consistenti investimenti in tutte le cave, per la manutenzione, l’ammodernamento degli impianti e dei macchinari. Amministrate bene e gestite in un’ottica produttiva, anche le aziende sotto in amministrazione giudiziaria, in sequestro o in confisca possono garantire sviluppo e possono competere sui mercati di riferimento.”
Nelle quattro cave sono presenti maestranze qualificate, il revamping degli impianti e la ristrutturazione aziendale hanno premiato le strategie e gli sforzi attuati.
Dopo la confisca l’impianto bagherese ha subito anche alcuni furti come quello avvenuto nel 2017 in cui venero trafugati circa un chilometro di rame che provocò la paralisi dell’attività lavorativa per circa un mese.
Per le imminenti festività gli amministratori giudiziari hanno ritenuto di condividere e rendere partecipi della crescita delle aziende, le autorità e gli Enti che collaborano allo sviluppo delle aziende del gruppo.
I due amministratori giudiziari nel mese di luglio hanno consegnato al Comune di Santa Flavia, un altro bene, confiscato non definitivamente, sempre a Salvatore Buttitta, comprendente una vasta area, con un fabbricato annesso, per il centro di stoccaggio per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. L’area sorge nel comune di Santa Flavia a ridosso con il territorio del comune di Bagheria, in contrada Serradifalco. Il fabbricato per anni veniva utilizzato come officina meccanica per pesanti camion. Il bene confiscato era composto da una costruzione su due livelli, per complessivi 1100 metri quadrati (750 al piano terra e 350 al primo piano) e un’area esterna di quasi 7 mila metri quadrati.

 

 
 
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