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Aspra. Legambiente presenta denuncia per l’Ecomostro. La risposta del sindaco

martedì 15 Gennaio 2019, 22:04   Attualità  

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La querelle fra Legambiente e il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, in relazione all’ecomostro che sorge ad Aspra, acquistato dalla società Nuova Poseidonia, di cui il primo cittadino ha una quota del 13%, rischia di finire in un’aula di tribunale.“Il sindaco di Bagheria -ha dichiarato in una nota Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia- è ormai senza freni inibitori e sta facendo di tutto per nascondere le sue magagne, ma ormai dentro la marmellata c’è dentro fino al collo”.
Zanna aggiunge: “ha pure annunciato che non ci sono impedimenti per l’accesso agli atti, ma poi fa diffidare dai suoi avvocati gli uffici comunali per impedire la regolare consegna delle carte che abbiamo chiesto e che dimostrano che l’ecomostro di Aspra è abusivo, la struttura è talmente in pessime condizioni che sta implodendo e, quindi, va urgentemente abbattuta. Ci siamo, adesso, rivolti alla Procura della Repubblica per individuare e punire gli autori dei reati consumati e, dichiariamo sin d’ora, che ci costituiremo parte civile nell’istaurando processo”. 
Con una nota, il circolo di Legambiente Bagheria e dintorni ricorda di avere chiesto l’accesso agli atti relativi all’ecomostro sulla spiaggia di Aspra. 
Non si è fatta attendere la replica del sindaco.
“Legambiente -dice il primo cittadino- mi stupisce sempre di più, sembra che io sia diventato più interessante di questioni pubbliche come per esempio il caso della riserva delle Macalube. Dovrebbero specificare meglio a quali atti vogliono accedere e, poiché Legambiente non è sopra la legge, il Comune chiederà alla società privata se intende concedere l’accesso agli atti. In queste settimane abbiamo sentito molte illazioni e calunnie, pur senza conoscere atti e fatti, si sono pronunciati arrecando danno alla mia immagine e alla società. L’ecomostro, nato negli anni 60, diventerà Ecobello, nel rispetto della legge e dell’ambiente.”
Legambiente con una nota, aggiunge che l’obiettivo della società Nuova Poseidonia è ristrutturare l’ecomostro e destinarlo a struttura ricettiva turistica. 
“A tal fine -si legge in una nota- la società aveva chiesto al Comune di Bagheria la sanatoria edilizia dell’immobile, che sarebbe stata rigettata perché il secondo piano fuori terra dell’edificio sarebbe stato realizzato in epoca successiva alla legge regionale numero 78 del 1976. E, pertanto, insanabile in quanto ricadente nella fascia di inedificabilità assoluta. Nel frattempo, sono trascorsi i trenta giorni dalla richiesta di accesso agli atti, senza alcun esito. Legambiente è, quindi ricorsa, al Tar.”
Nei giorni scorsi il presidente del circolo, si è recato
presso gli uffici comunali ma l’accesso è stato negato per una diffida, pervenuta nel frattempo al Comune, dei legali della società Nuova Poseidonia s.r.l.. “Gli avvocati -continua Legambiente- hanno fatto presente che qualsiasi richiesta di accesso agli atti deve essere sottoposta al consenso della società.”
Per gli ambientalisti ci sarebbe una violazione della legge che disciplina il diritto di accesso agli atti in materia ambientale. Per questo motivo il movimento ambientalista ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

 
 
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