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Bagheria. Dopo il licenziamento gli ex operai dell’Ati group attendono i Tfr

sabato 12 Gennaio 2019, 10:16   Attualità  

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di Martino Grasso

Licenziati da oltre 2 anni, aspettano ancora che vengano loro pagati il Tfr e alcune mensilità arretrate.Sono gli ormai ex operatori dell’Ati Group, le aziende confiscate negli scorsi anni all’ex ingegnere Aiello, dopo i guai giudiziari che lo coinvolsero negli scorsi anni.
Al fianco dei 110 ex lavoratori scende in campo il sindacato Fillea che ha chiesto ufficialmente la convocazione di un tavolo tecnico all’agenzia nazionale per i beni confiscati, per affrontare la vicenda.
Con una nota chiedono una soluzione rapida per pagare Tfr e mensilità arretrate ai lavoratori, licenziati nel 2016.
La sigla sindacale ha chiesto all’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e
confiscati un incontro per discutere del mancato pagamento dei 109 lavoratori della confisca Aiello, licenziati nell’agosto del 2016 e ancora in attesa  del Tfr e di diverse mensilità arretrate.
“Nell’ottobre scorso -si legge in una nota diffusa dalla Fillea-, l’Agenzia  ha deliberato la riassegnazione alle società della confisca Aiello dei beni immobiliari per un valore di circa 3 milioni di euro che, in quota parte, dovrebbero servire per pagare il trattamento di fine rapporto, le mensilità maturate e i contributi agli enti previdenziali e mutualistici come la Cassa edile.”
Il patrimonio dell’Ati Group era stato scorporato e ceduto all’erario. “Abbiamo preso atto di questa decisione   ma i liquidatori non hanno dato certezza sui tempi di questo passaggio e dell’intera operazione e questo lede i diritti fondamentali dei lavoratori  -dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra- A noi non sta bene. L’Anbsc e l’erario devono trovare una soluzione immediata che dia giustizia dei diritti dei lavoratori. Non
è l’unico caso di aziende in sequestro o in confisca che hanno licenziato i lavoratori e non li hanno più pagati, come i lavoratori del sequestro Virga. Attendiamo che l’agenzia convochi questo tavolo per dare risposte ai lavoratori”.
Nel recente congresso nazionale della Fillea  è stato approvato un ordine del giorno che prevede, per dare soluzione ai ritardi nei pagamenti, che i lavoratori possano ricorrere al fondo di garanzia del’Inps o al Fud, il fondo unico giustizia.
“I lavoratori si trovano nell’impossibilità di fare fronte alle loro esigenze primarie -conclude Piastra-  Non hanno una nuova occupazione ed è scaduto  il periodo coperto dal trattamento di disoccupazione. C’è l’esigenza di pagarli al più presto”.
La vicenda degli ex operai dell’Ati Group ha avuto una vita lunga. Dopo la confisca dei beni, gli operai hanno trascorso alcuni anni fra cassa integrazione e speranza che i posti di lavori venissero salvati. Per fare sentire alta la loro voce hanno organizzato numerose proteste fra cui anche il blocco, per  poche ore, delle attività dell’azienda sanitaria della clinica villa santa Teresa che sorge lungo la strada statale 113.
Hanno anche dato vita a dei sit-in davanti alla Prefettura, ma tutto si è rivelato vano.
L’epilogo amaro si è avuto nell’agosto del 2016 con le lettere di licenziamento che ha messo la parola fine alla vicenda.

nella foto una delle proteste degli ex operai dell’Ati Group

 

 
 
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