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Bagheria. Piccola cronaca di cento anni fa

sabato 5 Gennaio 2019, 10:23   L'Opinione  

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di Giuseppe Martorana

Durante il 1918, la cronaca riportata dai giornali palermitani è molto scarna ed è quasi tutta dedicata alle notizie che giungono dalle zone di guerra. Mi è sembrato opportuno, pertanto, aggiungere alle notizie giornalistiche quelle in mio possesso dovute ad altre ricerche.UN PRODE – Su L’Ora dell’11-12 aprile 1918 si legge: – La cronaca bagherese, tra le numerose gesta eroiche compiute dalla sua balda gioventù in questa grande e tragica guerra, annovera quelle del prode tenente aviatore avv. Ippolito Paladino di Domenico. Lassù sul Cadore, a Gorizia, a Monfalcone, da Pontebba al mare ovunque ferveva la pugna e infuriava la mitraglia, egli ha portato il suo contributo di eroismo, distinguendosi sempre e ricevendosi delle decorazioni e la nomina di tenente effettivo. Ma nella sua vita di soldato, nella vita rude e disagiata del campo, esposto a mille pericoli, egli non ha dimenticato il raggiungimento dello scopo vero della sua esistenza. Ed ora si trova fra noi ottenendo felicemente la laurea in giurisprudenza. Al valoroso giovane, fulgido esempio della gioventù bagherese ardente di entusiasmo, di speranze e di sacrifici vadano le più sentite congratulazioni ed i nostri fervidi augurii.
MANCATO OMICIDIO – Su L’Ora del 26-27 aprile 1918 (a firma Elen) si legge: Un mancato omicidio è avvenuto ieri nel pomeriggio a Bagheria. Il contadino Giovanni Pipia fu Isidoro, di anni 17 da Bagheria, mentre era intento a zappare la terra, venne fatto segno a tre colpi di fucile che lo fecero stramazzare a terra privo di sensi. Accorsero alcuni contadini i quali adagiarono l’infelice sopra un carro e lo condussero a Palermo all’ospedale di S. Saverio. Quivi il sanitario di guardia gli riscontrò tre ferite d’arma da fuoco all’emitorace destro con decorso della terza, quinta e ottava costola, più frattura della nona costola, giudicandolo guaribile in sessanta giorni col pericolo della vita.
Il ferito è stato ricoverato nello stesso ospedale, ed interrogato da una guardia di P. S. disse che mentre lavorava, da pochi passi venne fatto segno a tre colpi di fucile esplosi da certo Francesco Giammarresi di anni 18 da Bagheria, il quale senza nessun motivo lo aveva ferito in quel modo. Le autorità di P. S. di Bagheria indagano attivamente per rintracciare il Giammarresi il quale si è dato alla latitanza.
PRIMA GUERRA MONDIALE – Per tutto l’anno 1918, con il nuovo generale Armando Diaz, chiamato a sostituire Luigi Cadorna dopo la disfatta di Caporetto, continuano le operazioni di una guerra cruenta e massacrante; i Caduti bagheresi sono tanti e alla fine se ne conteranno più di trecento. Numerosissima la schiera dei feriti più o meno gravi, tra cui mio padre, Pietro Martorana, che riportò due ferite a un braccio e alla schiena anche se non rimase fisicamente impedito (invalido di guerra di terza categoria). Gli andò bene perché a pochi metri da lui un suo compagno d’armi, colpito alla testa, ci lasciò immantinente la vita.
L’EROICA MORTE DI CIRO SCIANNA – In città, intanto, giunge la tragica notizia dell’eroica caduta sul campo di battaglia del nostro Ciro Scianna, avvenuta il 24 giugno 1918 sul Monte Asolone nel territorio del Grappa. La nostra Amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Silvestre Galioto, si riunisce in seduta straordinaria il 14 luglio 1918, con all’O.d.G., tra l’altro, del punto riguardante la commemorazione del pluridecorato Ciro Scianna.
L’intervento del Sindaco – Il Sindaco, nella veste anche di Presidente dell’Assemblea, tenendo conto che la Guerra è ancora in corso di svolgimento, “sente imperioso il dovere di inviare un mesto e referente saluto alla memoria dei prodi figli di Bagheria, che la loro giovane esistenza hanno sacrificato per la Patria nostra, in difesa del nostro sacro suolo che, per una immeritata sventura, rimane ancora invaso e contaminato dall’odiato straniero”. OMISSIS – “Oggi – continua il Sindaco – limita il ricordo al più recente caduto, a Scianna Ciro del fu Michele, portabandiera del IX Reparto di Assalto, Ardito fra gli Arditi, Eroe fulgidissimo, che è morto baciando il vessillo del Reparto, mentre audacemente lo spiegava in faccia al nemico, incitando i compagni alla lotta. Dell’eroica morte dello Scianna si sono occupate Autorità militari e civili, sodalizi, associazioni, privati di quasi tutte le parti d’Italia; ciò viene provato dalle numerose lettere ricevute e pubblicazioni illustrate, tutte celebranti con ammirazione la gloriosa fine di questo diletto figlio di Bagheria”.
Segue la lettura della commovente nota, datata 3 luglio 1918, inviata dalla zona di guerra, dal Maggiore Giovanni Messe (1883-1968) (1), Comandante del IX Reparto d’Assalto che qui non mi sembra necessario trascrivere. OMISSIS
In conclusione, il presidente soggiunge che “l’azione dello Scianna pare leggenda d’altri tempi e non è che la storia di ieri! E Bagheria va fiera di simile figlio ed è superba di annoverarlo primo fra i tanti che nel passato ed oggi ancora sacrificarono e sacrificano la loro vita per la grandezza della Patria”. OMISSIS
MANIFESTAZIONE DI GIOIA PER LA VITTORIA – da L’Ora dell’8-9 nov. 1918 – Bagheria, 4 (Elen) – La notizia dell’epica vittoria, pervenuta nella nostra cittadina sin dalle prime ore di ieri sera, ebbe stamani la conferma dai giornali e subito mille bandiere sventolarono nell’aria da tutti i balconi, da tutti i Circoli, da tutti i pubblici uffici, mentre i pianti di gioia delle donne, dei bimbi, dei vecchi si fondono al suono festoso delle campane che annunziano ai monti e al mare, alle creature e alle cose il riscatto glorioso delle città nostre, la redenzione di Trento e Trieste, la realtà fulgida del grandioso sogno italico
FARMACIE E PRIVATIVE AUTORIZZATE – Le Farmacie aperte nel 1918 sono cinque, i cui titolari erano: Antonino Aiello (per quella ubicata a Bagheria Bassa), Antonio Domino, Giovanni Nasca, Pasquale Farina e Francesco Paolo Di Pasquale, situate nei Corsi Butera e Umberto I.
Le Privative autorizzate sono undici, quasi tutte situate nelle piazze principali (Madrice, Sepolcro, Anime Sante e nei Corsi Umberto I e Butera.
La Privativa era un esercizio commerciale il cui titolare, per un dato tempo, riceveva dal Governo o dall’Amministrazione comunale la facoltà di poter egli solo vendere e commerciare alcuni generi di monopolio, come tabacchi, sale da cucina, francobolli e altri valori bollati.
CLASSI E INSEGNANTI ELEMENTARI – Le classi funzionanti sono 37, di cui tre pluriclassi miste ad Aspra, con circa 1500 alunni. Per quanto riguarda i nominativi degli insegnanti in servizio non posso elencarli al completo perché non sono esistenti i registri scolastici. Né posso rilevarlo dagli atti amministrativi perché gli insegnanti già dal 1914 non erano più pagati dal Comune di Bagheria. Sicuramente in servizio ci sono: Gargano Caterina, Paladino Antonina, Sciortino Carlo, Giardina Gaetano, Araia Salvatore, Simoncini Giovanni, Fumagalli Antonina, Aiello Salvatore, Spinnato Santina, Mannàra Teresa, Sanfilippo Maria, Raspanti Anna, Tornatore Maria, Carta Elvira, Mineo Vincenza, Lombardo Francesca, Mare Luigia, Giangrasso Marietta, Rotondo Giuseppe, Calcagno Elisa, Catalano Arcangela, Ajon Modestina, Farinella Vincenza, Concetta Juva, Di Siena Giuseppa.
Il Direttore Didattico, con la funzione di Vice Ispettore, è il prof. Beniamino Cosentino che ricopriva tale carica già dall’anno scolastico 1900-01, mentre nel decennio precedente aveva prestato servizio come maestro. Sposò una figlia del notar Luigi Castiglia, consigliere comunale.
SCUOLE GINNASIALI – Come è noto, con l’inizio dell’anno scolastico 1914-15 fu istituito il Regio Ginnasio (scuola media inferiore e superiore) con le 5 classi previste. Anche negli anni scolastici 1917-18 e 1918-19 funzionano cinque classi con il seguente organico: cinque professori di lettere (Calogero Miserendino che era anche Preside, Carlo De Luca, Salvatore Di Giovanni, Francesco Speciale, Melchiorre Pipitone), uno di matematica (Cosimo Ardizzone) e una di lingua francese (Matilde Palumbo). Altri due docenti erano destinati alle attività ginnico-sportive ed erano entrambi bagheresi e nello stesso tempo maestri nelle scuole elementari: Antonina Fumagalli e Giuseppe Rotondo.
POLITICA LOCALE – Relativamente alla politica locale, alla carica di sindaco, come nel 1917, troviamo l’avv. Silvestre Galioto, appartenente all’Unione Popolare, formazione politica che nel 1914 aveva battuto la vecchia maggioranza del sindaco Luigi Castronovo che si appoggiava ai democratici liberali. La lotta politica, tra gli opposti schieramenti, era divenuta intensa, condita da acrimonia da una parte e dall’altra. Per mediare interveniva spesso il prof. Giuseppe Cirincione, il quale nel 1919 si candidò alle Elezioni Nazionali e fu eletto nel collegio Bagheria-Termini.
POPOLAZIONE – Rispetto all’ultimo censimento del 1911, il numero degli abitanti è sceso da 20.954 a 20.250 circa con una diminuzione di 750 unità, determinata dagli oltre trecento Caduti in guerra e dall’emigrazione di centinaia di nostri concittadini verso gli Stati Uniti d’America, avvenuta negli anni prima e durante la guerra.
PIANTA ORGANICA DEL COMUNE – Tra gli anni 1917-18 e 19, gli impiegati sono 55 tra personale di concetto, d’ordine, amministrativi, tecnici e ausiliari (manutentori stradali, bidelli scuole elementari e ginnasiali, carrettieri, custodi, spazzini, ecc.). Una curiosità riguarda l’agente del dazio che si chiamava, guarda caso, NAZARIO SAURO, omonimo dell’irredentista italiano di Capodistria, giustiziato nel 1916 da un tribunale dell’Impero austro-ungarico.
ATTIVITA’ SPORTIVE – Non si svolgono attività sportive coordinate e ufficiali anche perché coloro che le praticavano (soprattutto atletica leggera nelle varie specialità) sono stati impegnati sul fronte di guerra. Si cominciano a dare i primi calci al pallone di cuoio e nel 1919 nascerà la prima squadra di calcio cittadina, il Pro Bagheria.
(1) Prima della conclusione della guerra fu promosso maggiore tenente colonnello. Durante la seconda guerra mondiale fu promosso generale. In seguito, dal 1953, svolse attività politica prima come senatore nella D.C. quindi nel Partito Monarchico e infine nel Partito Liberale

                        Giuseppe Cirrincione, Giuseppe Rotondo, Silvestre Galioto, Ciro Scianna, Antonina Fumagalli

 
 
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