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Alla bagherese Clara Puleo, 40 anni, è stata installata una mano bionica

venerdì 22 Febbraio 2019, 14:05   Attualità  

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E’ bagherese la donna cui hanno installato una mano bionica.
Si chiama Clara Puleo, ha 40 anni, e aveva perso la mano a 10 anni per un incidente domestico.Clara aveva subito un trauma che l’aveva indotta a rifiutare di indossare ogni tipo di mano artificiale che non fosse puramente estetica. Da quando le hanno installato la mano bionica la sua vita è cambiata.
L’arto viene controllato dal cervello. Il sistema controlla la sensibilità tattile alla mano bionica, rendendo possibili gesti come prendere una bottiglietta d’acqua da un tavolino, percependone forma, dimensioni e consistenza; impugnarla e inclinarla per versarne il giusto contenuto in un bicchiere.
Azioni che – grazie a una sperimentazione condotta da bioingegneri, ingegneri, medici e tecnici dell’università Campus  Bio-Medico di Roma e del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna) – sono di nuovo realtà per Clara, che ha ritrovato la sensibilità lungo le dita e il palmo della mano grazie al progetto sperimentale ‘Sensibilia’, i cui risultati, presentati nella Capitale, sono stati appena pubblicati su ‘Science  Robotics’. Il sistema può essere applicato a protesi già in commercio.
A Giusi Parisi del Giornale di Sicilia Clara racconta la sua storia.
“I miei genitori e mia sorella Francesca mi hanno aiutato moltissimo -racconta alla giornalista Giusi Parisi- la pietà era bandita come atteggiamento anche quando dovevo allacciami le scarpe o tagliarmi una fettina di carne. A casa mi dicevano di provare e riprovare. Oltre ai medici del centro ustioni di Palermo, sono stati mio padre Italo e mia madre Rosa a non farmi affogare nella disperazione”.
Il progetto è l’ultimo passaggio di circa 15 anni di approfondimento e poi di sperimentazione in questo settore. Un campo aperto dallo storico programma LifeHand (2008), in cui per la prima volta un paziente è riuscito a muovere un arto bionico attraverso impulsi cerebrali, proseguito nel 2013 con LifeHand2, che ha avviato la  ricerca sulla trasmissione di sensibilità tattile. Risultati ottenuti  con una forte integrazione e interdisciplinarità tra medici e  bioingegneri. La storia di Clara, spiegano i ricercatori, dimostra che è possibile ritrovare la destrezza nel compiere movimenti complessi  anche dopo un’amputazione.
Clara per consentirle di essere ‘connessa’ agli arti bionici utilizzati nei  test è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al Policlinico universitario Campus Bio-Medico.
Clara in 11 settimane ha prima ‘reimparato’ a produrre nel proprio cervello il movimento dell’arto perduto, stimolando aree corticali inattive da tempo; quindi ha affinato le proprie capacità di ricezione delle sensazioni tattili, riuscendo a percepirle in ben 13 differenti zone della mano artificiale, sia anteriormente che posteriormente. Infine si è esercitata accanto ai ricercatori per ripristinare le proprie capacità di manipolazione fine degli oggetti, stavolta attraverso la mano artificiale, riuscendo a muoverla con una destrezza crescente (salita del 25,7% dal primo giorno di test) e fino ad oggi sconosciuta a tutte le precedenti sperimentazioni nel mondo.

foto tratta dal Giornale di Sicilia

 
 
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