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Bagheria. Anche la Cassazione conferma le condanne nel processo Reset

giovedì 21 Marzo 2019, 13:08   Cronaca  

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La seconda sezione di Cassazione ha confermato tutte le pene nell’ambito del processo Reset che vede imputati alcuni esponenti di Bagheria e del mandamento di Porta Nuova di Palermo.Sono complessivamente due secoli di carcere e un ergastolo per 24 imputati. Non sono state accolte le richieste degli avvocati che tende ano a riduzioni di pena.
Fra i condannati c’è anche l’ultimo pentito di mafia Andrea Lombardo di Altavilla Milicia. Lombardo ha avuto 6 anni e 7 mesi. Gli altri condannati sono: Emanuele Cecala: 30 anni, Francesco Pipia: 8 anni, Giovanni Di Salvo: 7 anni e 2 mesi, Giuseppe Di Fiore: 14 anni e 8 mesi, Giovanni Pietro Flamia: 11 anni e 6 mesi, Pietro Lo Coco: 10 anni e 6 mesi, Carlo Guttadauro: 8 anni e 8 mesi, Francesco Speciale: 7 anni e 9 mesi, Francesco Raspante: 4 anni e 8 mesi, Michele Modica: ergastolo, Giovanni Romano: 6 anni e 4 mesi, Carmelo Nasta 3 anni, Bartolomeo Militello: 3 anni e 6 mesi, Francesco Pretesti: 6 anni e 7 mesi, Giovan Battista Rizzo: 7 anni e 6 mesi, Francesco Terranova: 6 anni e 8 mesi, Fabio Messicani Vitale: 3 anni e 6 mesi, Salvatore Buglisi: un anno, Nicolò Lipari: 9 anni, Atanasio Leonforte: 8 anni e 5 mesi, Giorgio Provenzano: 11 anni e 6 mesi, Paolo Ribaudo: 8 anni, Giovanni La Rosa: 6 anni e 10 mesi.
Le accuse per i condannati, non tutti, sono: associazione mafiosa, estorsioni e danneggiamenti.
Nell’inchiesta è finito anche l’omicidio Antonio Canu, ucciso il 28 gennaio 2006 tra Sciara e Caccamo e per il quale sono stati condannati Cecala e Modica.
I comuni interessati nel processo Reset sono Bagheria, Villabate, Ficarazzi, Misilmeri, Trabia, Altavilla e Caccamo, parte civile al processo assieme a numerose vittime e alle associazioni antiracket. 

 

 
 
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