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Bagheria. Il rapporto fra chiesa e mafia al centro di un convegno alla chiesa Madre

sabato 16 Marzo 2019, 15:14   Attualità  

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“La lunga marcia della Chiesa verso la realtà mafiosa. Convertitevi” è stato il tema della Tavola rotonda sulla lettera dei Vescovi di Sicilia sulla mafia, organizzata dalla Confraternita di San Giuseppe, nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santo patrono di Bagheria.
Nel corso dell’incontro, coordinato da Pino Grasso, direttore dell’ufficio per le Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Palermo, hanno relazionato lo storico della Chiesa, don Francesco Michele Stabile, il quale ha tracciato un excursus sulla mafia, dal XIX secolo fino ai giorni nostri, citando l’impegno del cardinale Salvatore Pappalardo che fu il primo a parlare di mafia come struttura di peccato.
Quindi è intervenuto don Cosimo Scordato, docente presso la Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” che ha proposto un percorso penitenziale da parte dei mafiosi, i quali dovrebbero denunciare pubblicamente il loro agire, essere pronti a cambiare vita e riparare quanto arrecato di male alla comunità, ripristinando la prassi penitenziale dei primi secoli della cristianità.

Il professore Nino Morreale, già docente nei licei, citando Ignazio Buttitta, ha detto che un tempo mafia e Chiesa si sono stretti la mano e quest’ultima si è resa conto solo dopo tanto tempo della gravità dell’azione criminale della consorteria.
Per il teologo don Rosario Giuè, tutti dobbiamo convertirci e come Chiesa essere credibili in tutte le nostre azioni.
Infine l’arciprete don Giovanni La Mendola, riconoscendo la fragilità dei preti di Bagheria ha ribadito che si vogliono bene e sono orgogliosi di operare in città.

 
 
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