f Spigolature storiche bagheresi | La Voce Di Bagheria

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria. Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Spigolature storiche bagheresi

domenica 10 Marzo 2019, 12:39   L'Opinione  

Letture: 6.030

di Giuseppe Martorana

Questa volta, voglio pubblicare alcune delibere del nostro consiglio comunale che ci fanno conoscere delle notizie concernenti la nostra città verificatesi in vari periodi dell’Ottocento e del primo Novecento. Di volta in volta aggiungerò delle note a chiarimento o a integrazione di quanto si legge nelle delibere stesse.

Il primo documento della nostra Amministrazione comunale riguarda la concessione della Medaglia d’argento al Sotto Brigadiere di Pubblica Sicurezza Ottavio Rovida con Delibera del Consiglio Comunale del 25 maggio 1868.
Presenti: Sindaco Antonino Scordato – Consiglieri: Alessandro Pittalà, Onofrio Scordato, Tommaso Tomasello, Giuseppe Passalacqua, Antonino Ticli, Gioacchino Scaduto, Placido Pittalà, Angelo Castronovo, Giuseppe Verdone, Giuseppe Pavone, Antonino Cirrincione, Stefano Maniscalco, Diego Araja, Giovanni Lo Monaco, Carlo Puleo, Vincenzo Arena, Baldassare Scordato, Francesco Pellitteri, Domenico Mangione, Gaetano Russo, Francesco Farina, Salvatore Tripoli, Carmelo Gagliardo, Niccolò Gagliardo, Francesco Modica, Giuseppe Castiglia, Francesco Scianna, Giacomo Mancuso. Risultano 28 consiglieri su 29 perché Paolino Cirrincione è defunto.
Il sig. Presidente ha fatto conoscere al Consiglio che quando nella notte dal 27 al 28 settembre 1867 avveniva in questo comune il terribile uragano che formava un allagamento nella Strada Truden e strada di sotto, abbatteva due case, trasportava tanti oggetti, s’implorò il soccorso della truppa, Carabinieri e Guardie di Pubblica Sicurezza i quali accorsero e prestarono l’opera loro nel soccorrere gl’infelici che pericolavano di soffocare nell’acqua. Fra tutti si distinse il Sotto Brigadiere di P. S. sig. Rovida Ottavio del fu Giuseppe, il quale non curando la propria vita, sprezzando pericoli e timori, si tuffò nelle acque e salvò a nuoto in quella tremenda notte varie persone che senza il suo aiuto sarebbero perite.

Oltre a ciò, quando fummo invasi dal terribile morbo cholera, il suddetto Sotto Brigadiere Rovida lavorò tanto a prò del Comune prestando servizi non di sua competenza per sollevare l’umanità sofferente. Sarebbe dovere di riconoscenza che la virtù di così valoroso cittadino si abbia quella lode che merita ed una remunerazione (sic), e il presidente ne invita il consiglio per deliberare.

Il Consiglio
considerando essere vero quanto il sig. Presidente Sindaco si è fatto ad esporre nella mozione di sopra, cioè che il sig. Rovida Ottavio Sotto Brigadiere di P. S. coraggiosamente si prestò al sollievo di varie persone pericolanti nello allagamento causato dallo (sic) alluvione della notte dal 27 al 28 settembre 1867; come pure che nel cholera molte fattighe (sic) straordinarie prestò a vantaggio dei suoi simili affetti dal male, con votazione segreta a maggioranza delibera farsi al suddetto Rovida una medaglia d’argento del valore di lire 30 colla legenda in un lato – “Municipio di Bagheria” e nell’altro “Alla virtù cittadina di Rovida Ottavio”.

(Archivio di Stato di Palermo – Prefettura A.G. 1860-67 Carpetta 66)

NOTA – Dalla lettura della superiore delibera si evince che la via Truden (ultima traversa salendo a sinistra di via Giuseppe Scordato) era già tracciata nel 1868 e che lo erano anche quelle più a valle sino al Corso Umberto I. Si evince, inoltre, che nei due anni precedenti – 1866 e 1867 – una epidemia di colera infierì in provincia di Palermo specialmente quella dell’aprile 1867. Tutte le autorità civili, militari e comuni cittadini prestarono la loro opera con il rischio di essere contagiati. Durante il periodo dell’emergenza oltre al Rovida si distinse anche il medico condotto Giacomo Mancuso, figlio di Stefano che aveva perso la vita durante il colera del 1837.

La seconda deliberazione, dell’1 settembre 1904, riguarda la Costruzione di due cancelli di ferro nella via Triolo sotto l’Arco, che così recita:

Il presidente domanda alla Giunta i provvedimenti necessari per eliminare un grave inconveniente nocivo alla salute pubblica che si verifica nella via Triolo sotto l’Arco.

Ivi essendo una via secondaria, ma prossima alla piazza Madrice, di notte accorre gran numero di persone per sodisfare (sic) i naturali bisogni, con quanto disturbo per gli abitanti i di cui balconi e finestre sporgono in questa strada.
Molti reclami, anche da parte dell’Autorità di P. S., sono pervenuti al Municipio per ottenere un rimedio a tanto danno, occorre quindi provvedere con urgenza.
Ritiene che unico rimedio è quello di chiudere la sudetta via al pubblico transito, come una volta, con due cancelli in ferro.

Ciò è possibile perché ivi non vi abita persona alcuna, vi sporgono semplicemente i balconi e le finestre di coloro che abitano nel Corso Umberto I e nella via Sindaco sottostante e soprastante alla detta via.
Ciò per tanto, avendone incaricato l’ing. Giangrasso, questi ha già presentato la relazione che esibisce, dalla quale rilevasi che la spesa occorrente per i due cancelli a costruire e per la collocazione dei medesimi ascende a lire 175,

La Giunta
Ritenuto doveroso da parte del Comune provvedere allo sconcio sopra lamentato, che rende la via Triolo sotto l’Arco indecente, antigienica e in tragittabile
delibera favorevolmente.

NOTA – Ciò avveniva prima che, proprio in via Triolo, a sinistra dell’Arco, fosse costruito un vespasiano, cosa che avvenne nel 1925 e che rimase in “servizio” fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, con una caratteristica particolare: era sempre puzzolente perché gli avventori sia di giorno, sia di notte erano numerosissimi.
Per quanto riguarda la via Sindaco sovrastante la via Triolo, si tratta del Sindaco Alessandro Pittalà che ricoprì tale carica dal 1880 al 1881 e dal 1888 al 1901.
La terza e ultima deliberazione del Consiglio Comunale porta la data del 24 novembre 1912 e riguarda l’impianto del telefono nei locali del Palazzo Municipale.

Omissis –
Il Consiglio delibera:

1) autorizzare a datare dal 1° gennaio 1913, la collocazione del telefono nei locali del Palazzo Municipale;
2) autorizzare il Sindaco a stipulare il relativo contratto di abbonamento con l’amministrazione dei telefoni dello Stato, mandando stanziare nel bilancio 1913 la somma di lire 139, importo dell’abbonamento annuo.

NOTA – Nel 1912 c’era un’amministrazione democratico-liberale (oggi si dice di centrodestra). L’opposizione era una minoranza democratico-popolare (oggi diremmo di centrosinistra). Il Sindaco era Luigi Castronovo. Questi gli assessori: Pasquale Cuffaro, Salvatore Speciale, Antonino Giangrasso e Paolino Gagliardo. Consiglieri: Pietro Aiello, Giuseppe Arioto, Giacinto Balzano, Saverio Caltagirone, Biagio Caputo, G. Battista Castronovo, Antonino Cirrincione, Giovanni Dotto, Carmelo Fricano, G. Battista Galioto, Tommaso Gargano, Pietro Giammanco, Nicolò Lo Monaco, Santo Lo Piparo, Giovanni Nasca, Isidoro Pagano, Michele Paladino, Leone Pavone, Gioacchino Scaduto, Pietro Scaduto, Ferdinando Scianna, Domenico Sciortino, Domenico Zangara.

 
 
© Riproduzione riservata

 

 

 

 

Commenta l'articolo

Commentando questo articolo accetti le nostre regole e le nostre condizioni.