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Arrestato giovane originario di Aspra presunto terrorista dell’Isis. Viveva a Monza

mercoledì 17 Aprile 2019, 09:54   Cronaca  

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Si era trasferito da Aspra a Bernareggio, in provincia di Monza Brianza,  dove viveva come autotrasportatore.
Ma per la Digos era anche un possibile terrorista, radicalizzato all’Isas.Giuseppe Frittitta, 25 anni, è stato arrestato questa mattina dai poliziotti palermitani.
Con lui è stato arrestato Ossama Gafhir, marocchino.
I due si sono addestrati per mesi per compiere atti terroristici e di sabotaggio preparandosi all’uso di armi e allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’Isis in Siria.
Frittitta e il marocchino sono stati fermati per istigazione a commettere areati di terrorismo e autoaddestramento per compiere atti terroristici. I due si sarebbero conosciuti su internet.
Il giovane marocchino avrebbe spinto Frittitta alla radicalizzazione.
Gli inquirenti hanno monitorato la sua intensa attività di propaganda sui social.
Frittitta, barba lunga, nel suo profilo social sembra avere tagliato tutti i ponti con Aspra. Nessun amico locale e nessun italiano solo islamici. 
Ha anche avuto per alcuni mesi rapporti, tramite il web, con una jihadista americana che vive negli Usa che gli forniva indicazioni riservate sulle zone teatro delle battaglie dell’Isis. Gli inquirenti stanno cercando di identificarla. Nei giorni scorsi, l’uomo, che si fa chiamare Yusuf, si è sposato a Brescia con una cittadina marocchina. L’inchiesta che ha portato ai fermi è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella e dal pm Gery Ferrara.
Secondo i pm, il palermitano e il marocchino acquisivano materiale video con istruzioni per la partecipazione ai combattimenti, studiavano tecniche di guerriglia e scaricavano notizie sulle azioni kamikaze. Sarebbe stato il giovane marocchino, appena 18enne, a spingere progressivamente Frittitta, a forme estreme di radicalizzazione e a istigarlo ad addestrarsi per andare a combattere nei territori occupati dall’Isis a sostegno dei miliziani jihadisti. Entrambi praticavano il soft air, la simulazione di azioni militari, per imparare l’uso delle armi e per allenarsi fisicamente. Per i magistrati sarebbero due ‘lupi solitari’, “che – scrivono i pm nel provvedimento di fermo – intraprendono il jihad senza una ben precisa e chiara organizzazione ma spinti e motivati solo dal crescente odio verso i Kuffar, parola araba che indica, attraverso una grande varietà di sfumature, la persona che non crede nel Dio islamico”. Due “mujaheddin virtuali” , insomma, secondo la Procura, “che promuovono una guerra culturale, anche a colpi di tweet e di notizie artatamente piegate alla propaganda radicale”.
Giuseppe Frittita è stato tradito dai selfie. Si faceva selfie, che poi postava sui social, con in mano un coltello che definiva “mio compare 26 centimetri”, si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla vendetta dei combattenti dell’Isis morti in battaglia. Più volte, in rete e nelle conversazioni via web, invocava l’uccisione di “tutti gli occidentali”. Per mesi la Digos, coordinata dalla Procura di Palermo, ha monitorato le sue attività sui social e lo ha tenuto sotto controllo.

 
 
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