Bagheria. I candidati a sindaco hanno parlato di legalità e lotta alla mafia nell’aula consiliare

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di Martino Grasso

I cinque candidati alla carica di sindaco d Bagheria, in vista delle elezioni comunali del 28 aprile, si sono confrontati sui temi della legalità e alla lotta alla mafia.
L’incontro si è svolto nell’aula consiliare del comune di Bagheria su iniziativa del centro studi Pio La Torre.
Ed è stato il presidente Vito Lo Monaco ad introdurre i temi che sarebbero stati affrontati e che poi ha sottoposto le domande a Gino Di Stefano, Antonio Belvedere, Romina Aiello, Alessandra Iannì e Filippo Tripoli.
Vito Lo Monaco ha sottolineato l’importanza in una città come Bagheria che “stato uno dei vertici del tristemente famoso triangolo della morte, quando all’inizio degli anni 80 vennero uccise tante persone.”
Lo Monaco ha aggiunto che un politico non può “sostenere che la mafia fa schifo e poi avere problemi giudiziari (facendo riferimento all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro ndr)”. Lo Monaco ha aggiunto che in questa città si sono avute delle operazioni delle forze dell’ordine importanti come Argo e Reset 1 e 2.
“Ma spetta alla politica -ha aggiunto- impedire che il fenomeno si ripresenti”.
A questo punto è stata la volta dei candidati a sindaco ad affrontare l’argomento della legalità e della lotta alla mafia.
Gino Di Stefano ha detto che “è allarmante sentire dire a qualcuno che si “stava meglio quando c’era la mafia. Occorre cambiare mentalità lavorando sulle scuole. Basta con la cultura antimafia parolaia.”
Antonio Belvedere ha detto che “la mafia si combatte anche con la cultura e nelle scuole e con la cultura del bello. Come diceva Peppino Impastato. Una città che funziona taglia le gambe alla mafia”.
Romina Aiello ha aggiunto che “la nostra lotta alla mafia è iniziata 5 anni fa con il nostro governo. Abbiamo applicato tutte le normative di legge e non ultimo gli sconti sulla Tari a chi denuncia il pizzo”.
Alessandra Iannì ha puntualizzato che “la mafia dilaga dove c’è indifferenza. Per questo occorre una cultura civica e la partecipazione. La legalità si promuove con il lavoro, l’ecologia, l’agricoltura e la scuola”.
Filippo Tripoli ha aggiunto che “occorre attuare il piano anticorruzione previsto dalla legge. Bisogna utilizzare i beni confiscati alla mafia seguire le leggi e collaborazione con le forze dell’ordine.”
Nella parte finale dell’incontro si è parlato dell’inchiesta di Termini Imerese che tira in ballo Filippo Tripoli per voto di scambio e Tripoli ha detto di avere fiducia della magistratura e di essere sereno.  
Un nuovo dibattito fra i candidati si svolgerà lunedì 15 aprile, con inizio alle 15,30, nella sala conferenze di villa Cattolica su iniziativa del sito “La Voce di Bagheria” e “Futura Vision”.

 

 

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