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Bagheria. Orazio Amenta: “perchè non sosterrò la candidatura di Tripoli”

lunedì 1 Aprile 2019, 09:23   Attualità  

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Il segretario di Bagheria del Pd, Orazio Amenta, con un comunicato stampa, prende le distanze dalla candidatura di Filippo Tripoli che sarà invece sostenuto da pezzi del pd bagherese, fra cui Emanuele Tornatore e Daniele Vella.
La posizione di Amenta, a quanto pare,  condivisa da altri componenti del suo partito.Il segretario cittadino del Pd sostiene che la sua speranza era una coalizione civica, svestendo le casacche dei partiti e dei personalismi.
“Di fronte agli estremismi -dice-, in alcuni momenti di forte crisi, forze politiche anche molto diverse possono decidere di fare una alleanza per mettere a riparo la Comunità.
Ho creduto davvero che occorresse un consenso ampio per amministrare un Comune pieno di problemi, trovando l’aggregante in programmi e obiettivi, sulla base di alcuni valori non negoziabili.
Come non ricordare le battaglie fatte con alcuni consiglieri di minoranza su Villa Cattolica, l’Amb, l’ecomostro, le strisce blu, il regolamento sugli immobili abusivi, il Prg, la gestione dei rifiuti, i bilanci, l’acqua, il depuratore, i disabili.”
Amenta aggiunge che bisognava provare a passare dalla denuncia alla proposta, non cadendo negli stessi errori del passato.
“E non è stato l’avviso di garanzia a Filippo Tripoli a farci cambiare idea -aggiunge-. Garantisti sempre, abbiamo accettato la volontà del candidato di andare avanti, anche se, opportunità politica avrebbe voluto che si trovasse un’altra soluzione per mettere a riparo la coalizione e la città.
Ma la cosa che ha posto fine a quel progetto di coalizione civica tra moderati e progressisti è stata l’entrata del Circolo locale di Fratelli d’Italia. Una componente politica, che fino a pochi giorni prima sosteneva un suo sindaco e che nulla aveva a che spartire col percorso fatto insieme, lontana anni luce da valori e ideali condivisi.
Come si può allargare la coalizione a chi fino a ieri promuoveva rosari in piazza per la conversione degli omosessuali e raccoglieva firme in nome e per conto della Lega sul contratto di governo tra grillini e leghisti?
Come si può fare una alleanza politica con lo scopo principale di arginare la Lega e mettersi dentro chi propugna le stesse ideologie, nega i diritti civili, straparla sul concetto di famiglia, propone di eliminare il reato di tortura, promuove politiche discriminatorie nei confronti di altri uomini sulla base della razza, della cultura,del sesso e della religione? Come si fa a pensare che per essere alternativi a Salvini bisogna allearsi con la Meloni? 
Mi dispiace, Io non ci sto! Non mi va di rinnegare quello che sono, in nome di cosa? Di un presunto progetto civico di cui si sconoscono programmi, proposte, posizioni politiche, valori condivisi, obiettivi e che giorno dopo giorno sembra la copia sbiadita della coalizione di centro-destra targata Gino Di Stefano?
Esisteva una sottile linea di demarcazione tra essere per davvero una coalizione civica e popolare e diventare l’Armata Brancaleone (come dice Nino Morreale). Una linea di demarcazione invalicabile fatta dai valori dell’accoglienza, della condanna di qualsiasi politica discriminatoria, della lotta alla mafia e alla corruzione, della valorizzazione della competenza e del merito, dell’impegno sociale, civile e politico. 
Una sottile linea rossa invalicabile, tra il vecchio modo di fare politica ed essere una forza politica innovativa, capace di andare oltre i biechi calcoli elettorali. 
Esisteva una sottile linea rossa, che col passare delle settimane si è sbiadita sempre di più, fino a diventare quasi invisibile. E a questo punto è chiaro che la temporanea militanza di Filippo Tripoli dentro il partito di Salvini non è stato un incidente di percorso e che il suo vero obiettivo era di spostare a destra la coalizione e rendere ininfluenti i suoi pochi supporters di centrosinistra rimasti. Filippo Tripoli sta avendo il compito di consegnare lo scalpo del centro-sinistra ai suoi capi politici, col beneplacito di chi sta dimenticando la sua storia politica e quella di un partito, fa spallucce e va avanti. Queste scelte sono oggi la cartina di tornasole di come Tripoli vorrà governare Bagheria domani… Occorre uno scatto di orgoglio, un colpo di reni, per dare un’altra possibilità al popolo del centro-sinistra.
Al candidato Tripoli dico: Non ti sosterrò alle prossime elezioni. Mi dispiace, Io, e non solo io, Non ci sono! 
Anzi, Io e non solo io, Siamo contro.”

 

 
 
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